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Morte 27 gennaio 2012 · lettura 2 min · 1015 letture

Il gatto randagio

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Maria Pia Ercolino 85 poesie pubblicate
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Stai scrivendo come un lesionista di parole balbetti lentamente su quelle pietre cadute dal cielo calpestando oggetti senza più un padrone, ricordi senza più una casa. L’uomo ha imparato a volare in questo squarcio di inferno, ha messo le ali in una notte di aprile tra urla e panico ha spiccato il volo verso quel mondo che non ha gravità. Hai riflesso negli occhi giorni di lunga agonia, stanze di nostalgia iniziano a distruggermi il cuore cosa ne sarà di te ora che queste rocce hanno smesso di fingersi cieche? Il sole sorge anche di notte a stento l’eremita riesce a scovarlo. Alleggerito da un corpo senza più vita Vai a spasso per le strade d'una città Che non sa più reggersi in piedi. Cuciti gli occhi, non svegliarti mai più, questa notte i tuoi incubi sono diventati realtà. Dove è fuggito il tuo Dio durante questa nevicata di sabbia? Come un gatto randagio percorri rottami Rubando l’anima al caso bizzarro, covi vendetta con occhi che luccicano. Il nero splendente del tuo manto passa indiscreto. Trapassami l’anima con quel dolce rabbrividire "non ho più una casa…" ma ho il cuore fossilizzato in questa cinica eresia.
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6 Aprile 2009.

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