Sfrattati dall'inferno

Neppure una scintilla era scampata
a quel martirio
catatonico lo sguardo
troppa fatica lo stupore
troppo tardi
spezzarne i catenacci arrugginiti
quel tremore
era quanto restava
di chi si trascinava ancora in piedi
la libertà
marciava loro incontro
cingolata
rumorosa
controvento alla ragione soggiogata,
avanzi di materia
quanti, l'avranno percepita
alle spalle
giacigli indegni persino della morte
cataste informi d'ossa e di silenzio
sopra
un cielo muto di vergogna
di fronte
un ponte spalancava sul deserto
dentro
un rantolo infinito
dove l'ombra di chi era stato un uomo era di fumo
e il fumo aveva odore di bambini
sfrattato dall'inferno
il gregge d'anime dannate senza colpa
incedeva, assente
mutilato
condannato a sopravvivere a se stesso
insostenibile fatica respirare cieli senza croci
troppo tardi
per ritornare vivi.
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (1)
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Duilio Martino27 gennaio 2012
Una Lirica stupenda... cruda e tosta... e carica di significati in ogni parola, in ogni stringa e mi piace tutta dalla prima sillaba alla chiusa. Versi ben strutturati e pieni di senso! da infiocchettare!

