Sporco la Neve

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
Commenti (10)
strappi da te stesso le scoscese imperfezioni, tracciando confini rendi vere le distanze, ma ti butti troppo giù con gli ultimi due versi. Devi essere un bel tipo, ben scritta.
lettura che va velocissima ... sono tornata a rileggere più volte, queste strofe: "e non mi giustifico alla fine dei giochi, faccio un inchino e ricomincio il giochino", avverto un lato scostante e amaro, nell'insieme una bella poesia dove la grinta dell'autore s'accende; apprezzatissima lettura, complimenti
quando s'avverte in un essere quell'aroma che sestessi si è, ben pratica ogni forma che gli si prospetta e anche se viè amaro intorno lo scioglie come può con quell'indole che lo specifica... grande e fantastica... complimenti
Una lettura incalzante che inchioda ... la chiusa fantastica la dice lunga, è a dir poco straordinaria ... l'indeterminatezza di un IO perennemente alla ricerca, mosso da un motore invisibile che gli permette di vedere la vita urlata dentro, per capirla, solo dopo averla vissuta ... sofferta ... Mi ripeto chiusa fantastica...
La neve non deve restare candida, dev'essere sporcata dal passaggio della nostra umanità, perché siamo persone di luce e d'ombra, lontanissimi dalla perfezione, umani, appunto. La vita va vissuta pienamente e in questa lirica c'è una vita consumata, ora per ora. Letta e riletta, colpisce forte.
accompagna spesso la poesia di questo autore la musica dei Nirvana, incalzante, quasi assordante, come lo sono queste parole, marchio di fuoco, quasi una confessione di quello che sembra essere la sua indole, inaffidabile, ingestibile... eppure l'impressione è che piuttosto questi siano i rimproveri che vengono mossi all'attore, a dito teso, accusatore... ognuno di noi ha la propria indole e nessuno dovrebbe volerla cambiare, ma eventualmente accogliere, sta alle persone smussare gli angoli per combaciare, un passo che si fa gli altri e che dovrebbero fare verso di noi, alla ricerca di una possibile armonia. La sensazione è di un grande sarcasmo mescolato anche all'ammissione delle proprie mancanze, incisiva lascia il segno nella neve
Anche nell'impressione di questa sua autoanalisi si getta introiettato nell'animo dove sferza colpi a destra e manca quasi a dar segno di un io presente e raziocinante che lotta con la parte più atavica dove risiedono brame e forti debolezze ma c'è da star tranquilli che la lotta pur se dura e lunga vedrà vincente la parte migliora che è profusa anche nella splendida poesia.
ho letto più volte la poesia, offre diverse interpretazioni, ho letto una forte lotta intima , quasi una sofferenza, inevitabilmente, vista la nostra condizione umana, difficilmente riusciamo a far rimanere candida la neve, molto bella complimenti
Direi piuttosto sia questo che rende veri, non si può attraversar la neve lasciandola candida, e ci si deve assumere la responsabilità d'averla sporcata e tanto più si fa sul serio tanto più si sanguina verità...no, non ci si giustifica alla fine dei giochi, lo si dice chiaro: giochiamo? Grande prova! Grande per stile che non delude mai, ma in questa lirica l'autore supera se stesso nel contenuto, un messaggio importante, prendere o lasciare! Chi dica la verità a prescindere può rivelassi ingestibile per chi non regga il confronto con il reale... Entusiasmante!
...come al solito scartavetri lustrini dall'animo umano... sempre coinvolgente... esimio narratore... grande...







