Le Ore
Raffyka Danse Macabre
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Le note viola di lontani canti
provengono da mondi sconosciuti
urla e poi il silenzio odiato
che si espande toccando il vuoto
Come razzi i pensieri sfuggono
sorridono ma non ridono
i relitti che sospendono le Ore
erranti come polline di fiore
sei una rosa velenosa che brama amore
e vuole fuggire per il povero suolo
sei un orizzonte inghiottito dal mare
sei un pianista che suona da solo
sei solo una stella nascosta dal sole
ma ami davvero.
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
Commenti (1)
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Stefano Drakul Canepa28 gennaio 2012
bisogna conoscere il mio maestro Baudelaire per apprezzare questa poesia che ha il ritmo decadente delle ore scure, l'amore per il buio che è amore fra il tramonto e il mattino... veramente...

