La solita favola

Camminando una notte d’estate
ho intravisto il frammento di un sogno,
custodito da gnomi e da fate
che per vivere ne hanno bisogno.
Senza essere troppo invadente
mi son solo fermata a guardare
e vedendolo cosi palpitante
ho capito che era di un sogno d’amore.
La regina di tutte le fate
disse d’essere assai preoccupata
perché la luce di quel loro diamante
si faceva ogni dì più sbiadita.
Allora presi la luce di stelle
e i colori dell’arcobaleno,
il velluto delle corolle più belle
impregnate del loro profumo
andai fin dove, il vedere può andare
per cercare tra gli innamorati
qualche battito di cuore in amore
o i riflessi di sguardi annodati,
scavalcai le montagne più impervie
poi volai sugli oceani e sui i laghi
spalancai antri delle caverne
e lottai contro streghe e con maghi.
Poi tornai dal frammento morente
senza un solo rimedio trovato
il suo palpito era ormai quasi assente
il suo alone ancor più sbiadito.
Ad un tratto sentii la tua voce
e il mio sguardo si incontrò con il tuo
per incanto brillò ancor la luce
e capii che il frammento era il mio.
Ho varcato i confini del tempo
per cercar chissà che o chissà chi,
sono stata ferita ed ho pianto,
ma il tuo amore da sempre era li.
©
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