Nel pozzo delle arrendevolezze
Dal pozzo la puzza saliva
e una putrida pozza vicino marciva;
non c'era vita né odore di vite
né vuote parole, soltanto ferite.
Verde, verdastro, muschio di bosco,
copriva un corpo, tutto era fosco;
v'era il sangue di un sogno abbandonato,
fra vertiginose voragini, l'ideale sfumato.
Spirali spinose di fumo e foschia,
la puzza dal pozzo non andava via;
la resa dell'uomo l'alimentava...
Ade rapito, dal basso guardava.
Padre del nulla, Ade padrone
di astratte materie e desertiche zone,
l'epiloghi culla con madre morte,
serrando per sempre le porte alla sorte.
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L'autore
Giuseppe Morelli
Scrivere mi aiuta a mettere in chiaro me stesso, a risanare gli equilibri; è la dimensione congeniale in cui piace perdermi... per ritrovarmi.
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