1.947 lettori online · 358.645 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Fiabe
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da EnzoL
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Fiabe 5 febbraio 2012 · lettura 3 min · 2591 letture

Canti di Anàsteros: la nascita (I Canto)

EnzoL 618 poesie pubblicate
+ Segui
pochi furon gli squarci di luce sommessi tiepidi raggi pallidi ch'esplosero nelle coltri furenti dove - nebbie insipide - lambirono loquaci e tremuli steli sopravvissuti retaggi d'un tempo che fu regnava silenzio fino ad allora, nelle pianure riarse da sabbie sterili che incorniciavano immonde - il creato mistico - dove tutto avvenne e nel frusciar della polvere si spezzaron terribili e vibranti le urla della madre partoriente vedova nera, mostro e dea dal nome impronunciato - contrario alla Terra - Aiag era il suo Nome. Divaricò le gambe Aiag e si strappò le labbra in rispettoso e contrito dolore per la venuta celeste e lacrime e sangue sparpagliava in ampolle selvagge. Latrati di schiuma delirante ed abortita che scivolarono dalla bocca e dalla sua voragine oscura regalando ai suoi primi respiri un quasi gemito che perdurò come eco nella lunga vita di Anàsteros e quindi venne ed - Egli - giunse * Poggiando i piedi neonati di marmo antico sul suolo rimarcò tra le fiamme i suoi prossimi domini sfiorò con una mano la terra polverosa e sterile ed osservò la donna dilaniata l'osservò come ogni figlio osserva la madre morente gli passò poi, la mano sulle fronti e baciò le sue bocche e nel chiarore della prima alba d'un mondo nuovo pronunciò il suo vagito addolorato "Aiag, madre sofferente e dalla schiuma di delirio che nasco e tra le urla e nel gelo c'asciugo ora, il tuo sangue sulla mia pelle. sono lacrime quelle che solcano i tuoi molteplici occhi ed è Morte quella che leggo nel tuo ventre dilaniato" Si alzò Anàsteros ed appiattii la sua mano sinistra sul petto e con l'altra si coprì gli occhi "e dunque son giunto, così... spolverando la terra di sangue! - una nuova vita attraverso una nuova morte - oh quale beffa e quale inutile destino! sia nascita sia morte s'accomunano nel nulla dello stesso cammino" chiuse gli occhi e chiuse la bocca sospirando e dopo aver pronunciato la sua prima Verità una perla scivolò dalle guance bianche e fu la prima lacrima di Anàsteros
♥ 0 💬 14
🌐 Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.

Anàsteros: dal greco classico 'Privo di stelle'

L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

Tutte le opere →

Commenti (14)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
h
hy ju5 febbraio 2012

Ispiratissimo canto per un neonato eroe dal sentore quasi mitologico. Sembra ambientato in una tragedia greca con qualche contaminazione fantasy.

Elena Poldan5 febbraio 2012

Inconfondibilmente, indiscutibilmente, redentianamente REDENT!!! Testo interessante, atmosfera suggestiva, onirica, mistica, tenebrosa, dolorosa... profondo anche il sentire e dolente il percepire... Ottima prova!

Duilio Martino5 febbraio 2012

Ed eccolo l'autore che torna al suo vecchio amore... La fantasia straripante compone questa lirica cruda quanto intrigante... Anasteros prende vita dalla morte... Una chiusa che addolcisce è un perfetto castone per un sentire così travagliato. Grande Red...!Fiocco

Angela Fragiacomo5 febbraio 2012

Anàsteros, privo di stella, un nome che s'addice perfettamente alla fiaba, direi nera, oserei blasfema, in cui si narra d'una nascita, ma non c'è gioia, c'è morte e dolore, dolore e morte e si tocca con mano il nulla dello stesso cammino, quasi a sfatare l'idea, la speranza, che possa esservi dell'altro... agnostico testo... dirò, m'ha messo inquietudine per non dire brividi e questo la dice lunga sulla capacità di suggestionare del nostro poeta!...direi prima puntata, attendo il seguito...

P
Paolo Morganti5 febbraio 2012

E' la fiaba della vita dove nascita e morte sono da sempre sorelle, un racconto forte direi tenebroso, rimane sempre ben curato lo svolgimento del tema proposto dall'autore. Molto originale il testo proposto.

S
Sadness5 febbraio 2012

Condivido alcuni dei commenti sotto e sento in perfetta sintonia l'autore nel mondo delle fiabe, essendo dietro ad una favola sempre una morale l'autore invoglia allo studio per scovarla, eccellente, sia pure fiaba grintosa e intrigante che suscita quasi ansia alla lettura è di una bellezza straripante, intensa lettura, piaciutissima

Patrizia Ensoli5 febbraio 2012

Priva di stella ... nascere nell'oscurità... stupenda fiaba che provoca grande suggestione ... La chiusa bellissima, la prima lacrima è il primo passo per la guarigione... Bellissima...

Laura Maira5 febbraio 2012

Una fiaba oscura e suggestiva che travolge il lettore e lo coinvolge in un'atmosfera mistica e quasi onirica, come fosse un incubo; uno di quelli che lasciano il segno e che, nonostante turbano, si vorrebbe continuare a rievocare e ricordare. Creatività e genio abbondano sublimemente! Complimenti, da togliere il fiato i tuoi versi!

C

bellissimo questo poema , colpisce ed affascina il lettore, lirica di gran pregio, complimenti

Rita Stanzione6 febbraio 2012

Suggestiva narrazione intrisa di fantasia tenebrosa e fatale. Chiusa davvero toccante.

Emanuele Martina6 febbraio 2012

un misto di emozioni scuotono il lettore leggendo questa lirica, molto coinvolgente ed interessante, complimenti

f
filiberto6 febbraio 2012

È inserita nelle fiabe ma a me sembra una poesia dal contenuto molto profondo: i temi nascita e morte sono i temi principe della vita, intimamente legati come in questi versi. Versi forti, versi dirompenti. Sembra quasi di essere presenti e restare macchiati da quel sangue (elemento ricorrente nelle belle poesie di Enzo) che sprizza. Superba e non credo che sarà l'unica del genere. Complimenti.

Annamaria Barone6 febbraio 2012

senza stelle, e senza luce questa nascita, la prima perla di consapevolezza, il primo incontro con la perdita, il primo dolore, la sua nascita per la morte della madre, il cerchio che si chiude, il primo, e certo non l'ultimo. Per Castaneda una donna che aveva generato aveva dei buchi immensi nella sua energia, una porta dalla quale poteva entrare di tutto, aveva, con la sua scelta fiaccato la perfezione del suo uovo di energia pura. Sono madre, per più volte e mille volte e mille ancora ripeterei la scelta. Quindi Anàsteros non può che continuare il suo cammino, consapevole del dono o della maledizione immensa che ha ricevuto. E comincia la "storia" il poema, il racconto, bella prova a spaziare, in poesia, a 360°...

Stefano Drakul Canepa6 febbraio 2012

un vero capolavoro che mi ha lasciato senza fiato e che mi ha fatto riflettere e pensare. Sicuramente mi ha fatto sognare e non è facile. Con ammirazione