Piove

Piove
Nel loro eremo le iridi
accumulano i colori di panorami fantastici
mentre fuori, piove sui fiori
e stilla dopo stilla si riempiono i loro calici.
Apri le palpebre alla finestra che dorme
spostando un tulle un po’ ingiallito
come uno scoglio infranto da onde
appare il riflesso del tuo volto sbiadito
percorri piano, in punta di dita
là dove il tratto viene a mancare
poi ripulisci, con un’alitata
per ridisegnarti un profilo migliore
ma incessanti. le gocce lo sfalsano
sopra la fronte le rughe disegnano
dove non serve invadenti lo scarnano
mentre più in là esagerando lo gonfiano
Poi si riuniscono e con un soffio si lasciano
girovagando impazzite si cercano
con sconvolgente passione si baciano
e con malizia di lingue si sfiorano
Per ritrovare la forza di un tempo
le scie lasciate ancor ripercorrono
e a sanguisuga strisciando riciclano
tutti gli umori che le altre si perdono.
Adesso il riflesso non ha più contorni
e tutte le gocce ormai si accavallano
vibrando si stracciano le gobbe deformi
ed i lineamenti del volto sconquassano
rimane soltanto uno scarabocchio confuso
così richiudi il tulle tra il sogno e il reale
mentre svengono i fiori oberati dal peso
ritorni a dormire perché fuori ancor piove.
©
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