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Riflessioni 8 febbraio 2012 · lettura 1 min · 1130 letture

Io, me, l'ascesso

M
M Aprile 36 poesie pubblicate
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La mia lingua è triste e non intendo ciò che parlo la mia infezione è tra le righe di quel che or ora proprio adesso sto pensando, ed è appena passato peccato, avrei potuto riconcedermi una leccata docile al muro oceanico di ella sconosciuta a me, quanto non a sé stessa, anche se non potrei dirlo, incombe il mio lato interessante superfluo da narrare, potrei spurgare da altri punti meno eleganti, vista l'infezione al cavo orale ma è un foglio allergico all'inchiostro, questo funziona al carattere regolare, di stampa frigida elettronica, non posso trasferire neanche un millimetro quadrato di cervello qua sopra, non posso infierire attaccando il mio accenno di parlato infetto, perfetto,è chiaro ch'io non conosca la rotta che vocali punteggiatura e consonanti vaghino in una consecutio indotta da qualche io d'altro, passato prossimo o remoto o imperfetto, ed è questo l'ottimo difetto di questo scritto, qualcuno potrebbe provare a non capirlo, io già non lo capisco. E quindi Quo mi fermo.
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M Aprile

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Commenti (3)

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Sanzi8 febbraio 2012

complessità-ombra di un'altra, il non potere fare una cosa, v. 16- 19, una sensazione abbastanza inevitabile certe volte, un ottimo difetto viene definita una... consapevolezza, credo... e la lei dei primi versi che forse è la poesia stessa, chi legge vede che si trova dentro un labirinto assai particolare, un gesto gentile di chi scrive, anche se se ne potrebbe pentire subito, forse. Comunque interessante per noi lettori

Giovanni Perri9 febbraio 2012

ti ho letto per intero (sette poesie sette cattedrali o grattacieli come ti pare uniti da un tubo d'acciaio -lo hai messo tu quel tubo altissimo hai una responsabilità metallurgica- estetica- siderale perbacco altissima, quasi una colpa bellissima perché non è scrittura la tua per siti di poesia che non sanno non possono contenere i funamboli e le persone come me non ce la fanno a stare fuori dalle tue vertigini).

Elena Poldan22 maggio 2012

Sembra di sprofondare nell'inconscio, in un linguaggio "altro", diverso, ma dopo una prima impressione di straniamento, piú familiare... noto a tutti... Particolare, m'intriga...