Io, me, l'ascesso
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complessità-ombra di un'altra, il non potere fare una cosa, v. 16- 19, una sensazione abbastanza inevitabile certe volte, un ottimo difetto viene definita una... consapevolezza, credo... e la lei dei primi versi che forse è la poesia stessa, chi legge vede che si trova dentro un labirinto assai particolare, un gesto gentile di chi scrive, anche se se ne potrebbe pentire subito, forse. Comunque interessante per noi lettori
ti ho letto per intero (sette poesie sette cattedrali o grattacieli come ti pare uniti da un tubo d'acciaio -lo hai messo tu quel tubo altissimo hai una responsabilità metallurgica- estetica- siderale perbacco altissima, quasi una colpa bellissima perché non è scrittura la tua per siti di poesia che non sanno non possono contenere i funamboli e le persone come me non ce la fanno a stare fuori dalle tue vertigini).
Sembra di sprofondare nell'inconscio, in un linguaggio "altro", diverso, ma dopo una prima impressione di straniamento, piú familiare... noto a tutti... Particolare, m'intriga...

