Rintocchi vespertini

Lampioni spenti
come gli occhi che rincorrono la pioggia
occhieggiano sentieri cittadini
spiandone momenti
la strada è così breve
ma ad ogni angolo scompare e ricomincia
ridda d'immagini e parole
che fanno il tempo
e del tempo stampano coriandoli di sole
sulla pelle,
aria stantia
ruffiana e faticosa a respirare
aria di risa e di bisbigli
di lacrime di neve e ciclamini
che riporta indietro, in prigionia
sulla piazzetta dei ricordi
dove converge ogni pensiero
è facile inciampare
antico è il mondo che trascini
fatto di anni
troppi, da non saperli più contare
fermi e scomposti
pesanti come fossero millenni
duri e taglienti
sampietrini vecchi come i passi che non trovi
rovistando
nei cassetti ciechi della mente
e intanto vai
cercando volti amati nei passanti
gerani sui balconi
rintocchi vespertini
odore di mimose e biancospini
sassolini bianchi d'un passato familiare
compagni silenziosi
che tracciano il tuo andare
nelle fredde vie deserte della sera
fino a casa
dove niente ti trattiene.
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (1)
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rossella santoro8 febbraio 2012
Molto, evocativa, entra nel cuore, la frase "cercando volti amati nei passanti..."quanta è vera questa ricerca disperata, e il finale, di solitudine, umana.
