Canti di Anàsteros: La Solitudine dell'Unicità (II Canto)

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
Commenti (10)
Inrimediabilmente soli... lo si è ... un racconto che è una crescita nella consapevolezza ... la seconda lacrima e altre verità... Aspetto il seguito... Affascinata e ammirata ...
Nella seconda strofa mi piace come l'autore dscrive il personaggio utilizzando metafore che lo rendono soave, lo specchiarsi per la prima volta è anche molto bella come sensazione ... lunga e profonda fiaba arricchita da altrettanti immagini racchiudendo una morale che condivido; poesia che invoglia a mille pensieri ... bella chiusa, preziose le lacrime.
Molte volte mi sono espresso riguardo la solitudine parlando non di uno stato di mentaneo solitario vivere, ma di uno stato di condizione di vita e dato che è irripetibile la vita di un altro individuo si è soli nel percorso di vita fino alla fine, si può essere attorniati da amori di varia natura che ci donano un giusto equilibrio, a non ci tolgono dalla solitudine.
Mi sto affezionando a questo personaggio, così bello così ingenuo e puro, solo come siamo soli nel nostro esistere separati alla nascita, dal cordone ombelicale... individui, soli di fronte a noi stessi, alla nostra coscienza, di fronte alla morte... eppure la differenziazione è un processo necessario all'acquisizione del senso di sé ed al conseguente esercizio del libero arbitrio... Bello ed interessantissimo il tema ancor più l'esposizione... incantata!
davvero una bella... fiaba da leggere, anche se triste alla fine ma il concetto di solitudine interiore che spesso avvertiamo tutti, tutti perché unici, altro non è che il riflesso di una solitudine unversale nella quale viviamo. Molto bella.
Bravo Redent...!... hai intrapreso un bel percorso, attraverso fiabe che narrano il disincanto... davvero originali, con la stessa atmosfera tenebrosa e onirica... dicono molto di te e dicono molto in senso universale...
Si è soli, è una cruda verità, da quando si nasce fino al termine della vita, e questa solitudine data, come ben dice l'Autore, dall'unicità di ogni essere, è l'unica compagna sicura e costante della nostra vita. Non è facile capirlo, ma una volta iniziato il percorso non si torna indietro. Questa lirica, che ho letto con sommo piacere tutta d'un fiato, è un'ulteriore dimostrazione della bravura e della profondità di questo Autore, al quale va il mio plauso.
La consapevolezza di esser soli con se stessi, soli in ogni momento fondamentale della propria vita... difatti si nasce soli e si muore soli. Bellissime le descrizioni, le immagini vivide e la riflessione profonda contenuta in questi splendidi versi. Affascinante e grandioso
il secondo disincanto, dopo la morte, dopo la nascita... si nasce soli e si muore da soli poiché nessuno potrà accompagnarci in quel viaggio. Solo su noi stessi dobbiamo contare, perché nessuno potrà mai amarci come noi potremmo farlo con noi stessi, né aiutarci poiché solo noi sappiamo cos'è di cui abbiamo bisogno. Esseri unici, ognuno di noi, e quindi soli... eppure la vita è fatta di incontri, di condivisioni, di momenti di perfetta fusione, di unione, sono attimi, ma spezzano certo un cammino solitario che è nostro e solo nostro. Ed Anasteros continua il suo viaggio, nel nulla, nel tutto, e noi insieme a lui ci domandiamo, in attesa del prossimo disincanto, immersi in un racconto che è mito, che è fiaba, che è... vita
Il Bravo autore ci sta guidando su profonde riflessioni: nascita, morte, solitudine ... Mi hanno particolarmento colpito gli interrogativi che il personaggio- metafora si pone sul rifiuto della paternità o maternità, della progenie... Apprezzatissima.







