Canti di Anàsteros: La Pietà (III Canto)

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
Commenti (9)
Mi pare che la razza umana sia di gran lunga la peggiore... Dipinto e fiaba dai tratti realistici e cruda descrizione delle umane gesta in sangue e sacrifici dove innocenti sono l'obolo sacrificale... Poveri dèi ...Quali ire saranno abbastanza giuste nei confronti di tali ingiustizie...(forse, in parte stai riferendoti alle foibe...) Poesia complessa, difficile che abbia colto tutte le sfaccettature ...Bella senza dubbio!
Pur non entrando nel merito di quanto il nostro poeta riesce a comporre in maniera unica e ingioiellata da un grande poetica debbo dire che è piacevole e interessante seguire l'evoluzione del suo pensiero attraverso fasi diversificate dall'intensità dell'animo, che viene messo per comporre queste fiabe.
è stato bello volare sulle ali di anasteros, verso una città piena di gente, che sembrava ci fosse una festa, vecchi e bambini e donne che camminano per una città piena di luce, e lui si fa umano, per partecipare a quella gioia... ed arriva il terzo disincanto, forse il più terribile: la mancanza di pietà, il votare giovani vite a dei affamati di sangue, ma sono gli uomini stessi a volerlo, a berne, in un'orgia che fa girare la testa e quasi svenire, non ci sono più odori né canti ma solo lamenti di morte mentre tutti si ubriacano, colpire i più deboli e quelli più indifesi, non una lacrima ma saette di distruzione! E continua questo poema, e la luce diventa sempre più ombra, tutti i mali dell'uomo descritti e vissuti, sulla pelle.
Da sempre i deboli pagano per le colpe dei più forti, da sempre gli umili sono asserviti ai potenti, questa è una realtà dura da digerire ma è realtà. L'Autore la descrive in maniera eccellente con versi affascinanti come ormai ci ha abituato. E la fiaba continua...
pienamente col commento di Clara Gismondi... Tante sfaccettature, grande genialità sempre, e riflessione cruda delle ingiustizie e bassezze della umane gesta. Tutto sempre scritto in modo impeccabile e perfetto. Bello anche leggerti così, Poeta. Complimenti
ho letto le altre due fiabe dell'autore che fanno parte di questo poema e anche questa mi ha profondamente colpito per l'intensità e la maestria usata x scriverla, complimenti
Anche nella terza fiaba si legge l'ingiustizia e la sofferenza, raccontate con valide metafore. Colpisce il finale, quella lacrima di Anàsteros, mentre sa di non esser visto.
Straordinario il viaggio del bravo Autore nei disincanti. Un lavoro magistrale e fortemente introspettivo che seguirò sino in fondo con appassionata costanza. Complimenti.
m'ha preso allo stomaco, contraendolo, il racconto... questa lirica che si chiude con un pianto, ma prima viene l'ira dell'impotenza, poi quella della furia... dell'orrore, dell'ingiustizia, ch'è il nostro dolore quotidiano, dove il debole soccombe, qui sulla terra, tra gli umani, che del divino non conservano neppure il ricordo... cruda come s'addice alla morte ingiusta, sanguinolenta come s'addice alla crudezza della realtà, senza sconti, umana gente senza pietà, che della sofferenza fa spettacolo, mancando d'empatia... arriva piena e travolge... incantata attendo la prossima puntata...






