Il vespro
Bigio s’affannava il fiume
corrucciato
scrollandosi di dosso,
e dalle crespe schiume
le luci rosse della sera
e gli ultimi colori dell’estate.
Restava a galla solamente
il costume vano degli umani
i peccati tramortiti e ciechi
e lo sporco dell’intelligenza.
Ma da lontano, fortunatamente,
a fargli luce gli correva addosso
clemente un suono di campana
l’indulgenza del vespro
e la prece umana
dimentica del resto.
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Commenti (3)
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Cinzia Gargiulo12 febbraio 2012
Le poesie di questo autore sono sempre un invito alla riflessione. Opera profonda, apprezzata per contenuto e forma
C
Citarei Loretta Margherita12 febbraio 2012
profonda poesia che invita a riflessione, splendidi versi
Giacomo Scimonelli14 febbraio 2012
versi incisivi... concisi e stilati con maestria poetica che rende l'opera pregevole e gradevole alla lettura... vera Poesia

