Sera

Sera
che sali a stento
all'imbrunire.
Con quei colori
che non san
che dire.
Voci sommesse
eco dei dolori
note derise
da suoni inariditi.
Le rime offese
senza più poesia
statue di gesso
all'afa dei giardini
spogli di foglie
al rosso che si estingue
al vento mite
che spiega la sua tela
cielo di seta
dipinto a due colori.
Su amori in corso
intenti ad imitare
il candido rancor
di chi ti ha avuta
leggera trà i capelli
o fra le dita
a volger nuovo
per nascita ideale
per fondere all'unisono
i fervori
di chi di te
fa il punto per il dopo
fa rosa al sole
aperta a primavera.
Con gli occhi chiusi
per dimenticare
il brivido che corre
sulla schiena
nel sentimento perso
della sera.
Sera che volgi
a culla del pensiero
stima a valor
dell'essere o l'avere
per quel bel vivere
in dondolo perpetuo
effimero ed estremo
che quieta a stento
la forza del suo mare
e china il capo
e assorto verso sera
lascia che il tempo breve
concluda il suo vagare.
©
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