Baci sotto la svastica
Stringetevi o folli amanti,
stringetevi che piove,
stringetevi che tutto muore.
Lacrime intrise di sangue,
esile corpicino storpiato
che di vita conti le ore.
Tristi occhi azzurri che contemplano la morte.
Logora e avvilita camicia bruna.
Due mondi diversi entrambi divisi,
entrambi finiti.
Diversi come il sole e la luna.
Se avessi le braccia ti abbraccerei,
se avessi le gambe ti rincorrerei fino a scoppiar.
Agonizzo dolce amore,
brucia lo stomaco bucato,
ma ti voglio ancora amar.
Chi ha gambe si avvicini,
chi ha braccia, abbracci,
chi ha labbra, baci fino a soffocar.
Rubiamo un bacio alla morte,
beffiamola,
beffiamo chi l’amor vuole stroncar.
Lui sfinito striscia a terra,
entrambi s’avvinghiano come dolci serpenti.
Finalmente il bacio,
l’atteso bacio che annienta l’odio e la follia dei potenti.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Leaf30 dicembre 2006
interessante... ben fatta:unica cosa, se posso..rovinano un po’l’insieme certi verbi troncati... scoppiar-amar-soffocar... che con la forma completa sarebbero più incisivi... darebbero più forza.Con tutto il rispetto per la tua scelta...
A
Alessandro Di Marino30 dicembre 2006
questa è davvero bella. ieri sembrava che avessi un timore reverenziale nei confronti degli altri, non sei di certo ciò che appari agli altri, sei ciò che sei davvero, tu. me mi inspiri.
