Il rinascere delle stelle

C’ero anch’io nella notte
della pioggia dei fili d’argento.
Il vento smise di gracchiare
alle serrande delle finestre.
Sottili fasci di luce
apparivano d’improvviso
sul muro dirimpetto
ed un vario e cadenzato
squittio seguiva ogni lampo.
S’avvertiva, costante,
un lieve fruscio, come di seta.
Quando m’affacciai,
l’aria s’era come d’incanto fermata
e le sparse stelle attraversavano l’arco del cielo
e, senza ingrandirsi né toccarsi l’un l’altra,
disegnavano una miriade di raggi luminescenti,
che sparivano nel toccar l’inerte materia.
L’impatto di luce sull’inferriata
originava il tintinnante suono,
mentre i radi alberi del circondario
splendevano chiari come grandi fanali
e le fronde sussultavano come lunghe onde
e dai rami protesi si partivano,
seguendo il ritmo delle stelle cadenti,
tanti piccoli uccelli, che seguivano
silenziosi le brillanti scie e raggiungevano,
nell’infinito, quei lontani puntini luminosi,
che tutti avrebbero ammirato
al calar della prossima sera.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!