Restando a prua
Alessandro Spirito
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E navigando tutti nello stesso mare
nei diversi giorni
ci allontaniamo fragili e impotenti
da un’isola fantasma
senza fuochi né fumi
da una landa deserta e segreta
che nel nostro cuore dimora:
in questo mare d’imprevedibili torture
c’è chi restando nell’obliato destino
muore di spirito, crescendo di materia
alla festosa poppa.
Noi, alla solitaria prua
godiamo di ansie di rischiose avventure
del pensiero cosciente, spinte
fino all’estremo limite dei sensi.
Qui, me ne sto a guardare l’orizzonte
lontano e confuso da ombre minacciose
dell’inconscio che ci tace
l’essenza stessa della Verità:
è un’ebbrezza che mi eleva
al di fuori del mio spazio.
E la nave va fendendo i flutti del destino:
e siamo tutti qui, vicini ma lontani
giovane folla di eterni sconosciuti;
chi là, chi qua, chi disperato cerca oltre l’orizzonte
chi se ne sta a cercar nient’altro che se stesso.
Io scruto oltre il confine
che mi separa dall’essere più puro
in piedi, assorto
in solitudine attendo
un’alba radiosa,
una scogliera bianca di gabbiani
per gridare a tutti: - Terra!-
Che il nostro affanno spinga
questa vela verso nuove mete
verso nuove terre.
©
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Alessandro Spirito
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