Scrivo
E neanche mi leggo.
Ma che importa il perché
resto aggrappata all’inchiostro
baricentro di me
quando inciampo
e dimentico me.
Liscio
come un sasso di fiume
il portafortuna smarrito.
E nero
come il guanto bucato
che mi ostino a indossare.
Amaro
come il sapone
che uso al mattino.
E sordo
sordo come il rumore dei passi
sul marciapiede bagnato.
Se mi incontro allo specchio
mi sorrido di rado
neanche saluto la sconosciuta
che mi trovo di fronte.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!