Come Fenice
I ponti che mai hai percorso
crollati d’incuria arrogante
forse eretti su inconsapevole fondo d’argilla
Ma eretti
a cercare inesistenti passaggi
verso cime soltanto credute
Ora so
Le aspirazioni banali
ricoperte di foglie preziose
a nascondere l’ animo vile
Non è mai la tua ultima mina
a sventrare gli inutili ponti caparbi
La Fenice non muore
purtroppo
Condannata rivive ogni volta
destinata a bruciare da sola
dentro fiamme olezzanti di pianto.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!