La lente
Dolce lente dal vivido sguardo,
lente spessa, lente antica.
Opposti erano i mondi tra gli
occhi malsani e il mondo malato.
Rotondità perfette e gemelle,
specchio vivo dell’uomo egoista,
tacito raccordo con l’anima e
il pensiero.
Sfumati erano gli sguardi, distratti
dal nebbioso pensiero perverso,
incancrenito dall’ostilità degli
istinti giovanili.
Gradino di passaggio verso la
rinascita eterea della mente
adulta, salutata dall’infrangersi
dell’isolita lente ingannevole.
Caduto il sipario dell’indomito
debito col passato rifiorisce, gaio,
lo sguardo spensierato del futuro.
Autentico motore del pensiero
positivo. Cadono gli inganni del
passato, cade la paura dell’ignoto,
cade l’insicurezza funerea del
timido fanciullo che fu.
Mondo, occhi diversi ti scrutano.
Insoliti punti d’osservazione
ammirano l’amaro manto
che compone il tuo mantello.
Inganni e misfatti risalgono
dagli inferi infuocati e sfavillanti,
creature mostruose che strisciano
nelle pieghe remote dell’abisso.
Una nuova energia sprigiona
lo sguardo, poderoso anticorpo
contro la triviale tentazione che
debilita e destabilizza.
Una nuova persona combatte,
con nuova energia, la battaglia
finale per entrare, trionfante,
nel regno adulto della vita.
©
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