Mi sfuggi
Sfuggente giumenta senza briglie
non ti caricai di sella e morso
quando, giovani entrambi
potevamo correre veloci
afferrare lepri per le morbide orecchie
cavalcarti quando nessun altro avrebbe potuto
perché imbizzarrita l'avresti rifiutato
e l'occhio acquoso m'avrebbe cercato
tra mille fruste la mia quella più veloce
ma sciocco
il fantino non ti imbrigliò
lasciò la tua sella selvaggia agli anni
e insperò nella dolcezza della fiducia
ma adesso lo conduci alla pazzia
il morso duole alle labbra
la sella spezza la schiena
l'orrido sentore di ferro accompagna la mia corsa
e la tua folle frusta mi punisce
quando, distratta, manco al tuo passo
e mordi la mano che t'abbeverò,
e l'occhio vigile che vuol a sé legarti,
tu l'abbandoni.
Fu che la persi, per nuovo cavaliere
che l'ebbe a sé attirata
in una gabbia di finimenti rinchiusa
e suo dolce manto fu soprabito.
©
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