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Amore 6 marzo 2012 · lettura 2 min · 2655 letture

Homeless

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Rossi Abner 8 poesie pubblicate
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Ormai tu sei invecchiata e io sono stanco ed i miei occhi non vedono più bene, sdoppiano i tuoi contorni, non mettono più a fuoco le figure, ma dentro ti ritrovo sempre intatta, una foto perfetta del nostro primo incontro, un'immagine che non cambia con il trascorrere feroce del mio tempo. Eri sul marciapiede a pochi metri dai miei cartoni, dalla mia intera casa, passavi in fretta, non mi hai nemmeno visto, nascosto come ero per il freddo sotto quell'arco antico sotto vento, ma hai distrutto per sempre il mio destino, il mio girovagare senza scopo, il mio fuggire deciso, il mio rifiuto di una vita senza senso. Ti ho dato un nome solamente mio l'unica cosa che potevo dare, l'unica cosa che potevo fare per incatenarti alla mia fantasia, a desideri che non dovevo avere a desideri, che era doveroso cancellare. Vorrei aver bevuto meno vino, esser rimasto quel che ero un tempo, ma le mie tasche erano ormai vuote, ero un rifiuto e mi piaceva tanto ero un qualcosa che non è più vivo... meno di niente, un signor nessuno che vive di pietà ed è contento. Per anni ed anni hai rotto il mio disegno, camminavi sul marciapiede a pochi metri dai miei cartoni, dalla mia intera casa, passavi in fretta, non mi hai mai visto, sotto quell'arco antico sotto vento o alla sua ombra appoggiato al muro. Da lì ho visto tutta la tua vita ho visto un uomo per un po' di tempo, poi ho visto i tuoi figli, le tue rughe, i tuoi capelli grigi, ti ho vista nel trascorrere degli anni, ho visto che invecchiavi ed eri bella. Ti chiamavo a bassa voce con il nome che ti avevo dato, quel nome che per me è solo tuo, l'unica cosa che potevo dare, l'unica cosa che potevo fare per incatenarti alla mia fantasia, mentre aspettavo di compiere per intero il mio viaggio stando con te negli occhi e dentro al cuore, senza muovermi di un metro da quel posto.
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L'autore
Rossi Abner

Abner Rossi è autore teatrale, regista, critico musicale (Jazz e canzone d’autore) e poeta. E’ stato Direttore di produzione di “Versilia Jazz Festival – Premio Musica Europa”, membro della Direzione del Centro Internazionale per la canzone d’autore costituito dal Comune di Viareggio, direttore di produzione della etic

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Commenti (2)

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X Bruna Rossini6 marzo 2012

Una bella storia, ben raccontata, sembra più il testo per una canzone.

Francesco Rossi6 marzo 2012

Un messaggio di grande intensità è quello che ci trasmette questa composizione: opporsi al mondo intero anche a costo di rimanere soli. Fissare il mondo negli occhi, anche se può succedere che il mondo ci guardi con occhi iniettati di sangue. Portare testimonianza per cui si è vissuto e per cui si deve morire. Complimenti.