Sterpi
Corro all'indietro.
Non è facile scappare
con i talloni che ti fanno la strada
Finisco
in una sterpaglia di parole
mi ci aggroviglio
inciampo e cado
rovi di frasi
mi graffiano la pelle
mi tirano per i capelli
mi sbattono in terra
Faccia all'aria mi ritrovo
e ricordo
e faccio miei dei versi
"ora si è seduto il vento
il tuo sguardo
è rimasto appeso al cielo"
C'è poesia
eppure di un uomo che muore si parla
trafitto in battaglia
al cuore da una lancia
Come morta resto
anch'io occhi al cielo
e vedo le nuvole passare
il sole fare il suo giro
e scambiarsi con la luna
Le palpebre non si sono mai chiuse
eppure spalanco gli occhi alla luce
divoro le spine e gli arbusti
mastico i rovi che mi attaccano al suolo
Sangue alla bocca
e pelle strappata alle mani
e ancora ricordo e faccio mia
"come quando tu
un giorno inaspettato
mi hai tolto la pelle dell'anima"
E so che poesia
è anche dolore
e che il dolore diventa poesia
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L'autore
gianna milo
sono nata a Taranto e vivo a Bologna. Mi piace scrivere per amore di parola. Mi piace la musica e amo il mare, che in questa città mi manca fortemente.
Commenti (1)
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Francesco Rossi6 marzo 2012
Composizione poetica di alto contenuto in cui i versi tracciano mirabilmente una prospettiva della vita che assume i contorni di verità assodate mai facili da verseggiare. Traspare dai versi la sensibilità dell'autrice che in un crescendo di emozioni chiude con dei versi magistrali la poesia. Mi complimento.
