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Donne 6 marzo 2012 · lettura 2 min · 4611 letture

Cuore di burro

Michele Tropiano 139 poesie pubblicate
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L’otto marzo nacque mio figlio: l’ospedale odorava di mimose e latte e un po’ anche di vita mentre nel reparto accanto la morte fiutava le sue prede in rianimazione. Mio figlio Mario amava la madre ma odiava i compleanni: non voleva né regali né auguri mentre io mi auguravo diventasse uomo forte e gagliardo come un gladiatore nell’arena della vita dove sopravvivono i più forti e i più deboli soccombono. Mio figlio Mario era bello ma non giocava con le pistole né con le rosse automobiline: passava ore davanti allo specchio a sistemarsi i suoi capelli dorati come una medaglia d’oro che non ha mai vinto al karate dove l’avevo iscritto speranzoso. L’otto marzo tornò a casa mio figlio con un ragazzo alto e possente come una roccia dura e massiccia ma con un cuore tenero e molle come burro spaccato da una lama: “Mamma, papà, questo è Giovanni, il mio fidanzato” e il mio cuore come burro fu spaccato a metà. Mia moglie con occhi lucidi diceva “Mio figlio è finalmente felice!” piangeva di gioia e gemeva bella come non l’avevo vista mai e mai avrei creduto… pensato… capito niente chiuso nella mia arroganza come una conchiglia che custodisce in grembo la sua perla maledetta. “Maledetto quel giorno in cui sei nato!” pensavo… pensavo nella mia testa stupida e superba e superando dentro me il rancore ridevo di rabbia e rantolavo come maiale sgozzato nel fango della sue lucide convinzioni e delle sue stupide idee. L’otto marzo festeggia mio figlio: la casa aulisce di rose rosse come i baci di una Venere nuova mentre non si spengono candeline ma si accendono speranze. Tanti auguri Mario.
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Storia e nomi sono di pura fantasia

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Michele Tropiano
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Commenti (1)

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Mimmo Mariano6 marzo 2012

Ma che bella poe!!! Sembra quasi di sentire l'odore delle mimose, delle rose... odore di ospedale... ed il filo logico che esplode con quella chiusa che lascia senza parole! Veramente coinvolgente.