Ricordi
Alessandro Spirito
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Nella siffatta calma
di nebbie calde e lontane
ecco, dall’orizzonte della mia memoria
sentire come un tarlo
il cuore che consuma,
un fulmine, una luce
che risveglia
un lontano sentimento.
È una musica
che m’avventa e mi rapisce
e presto sale un’ansia d’infinito
si ricongiunge ad essa
una speranza:
ecco quel volto dentro me
e quello sguardo
che discopre l’eterno
e che in un sol frangente
ti fa paura e rasserena
…ecco salir dall’alto dei ricordi
quella luce, ecco il freddo
della sera a risvegliarti.
È la vita che dettò i passi al mio sentire
è un dolore che m’ accende l’infinito
racchiuso in un mistero
che non vuole morire.
E svetta alta in quel mistero
la speranza
ch’è un barlume perso
nel grigiore dell’eterno.
Vorrei tracciar la fuga da quel cerchio
di cui si solca questa strada fissa:
una, due, tre… senza più sosta.
E incalza il tempo che traccia ogni confine
che brucia questo e quello di ricordo
e fugge col bagaglio di memorie
lasciando scie di nebbie e di sospiri.
Qualcosa è fermo mentre tutto passa
sarà quel volto, quella luce, od io
ma, fermo rimane immobile
ad ascoltare il tempo
che fugge d’ogni cosa la sua sorte.
©
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L'autore
Alessandro Spirito
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli10 marzo 2012
memorie che lasciano scie di nebbia e sospiri... come non condividere questi intensi pensieri... questi versi incisivi ed elegantemente stilati... complimenti Poeta

