Il posto dei rumori lontani
Dirottata dall'aria sottile,
ho il fiuto di un segugio
e le ferite di un guerriero...
Qui il passo fugge dal corpo
e l'ascolto trova la sua dimora:
tenda fatta di raggi
vibra al solo suono della luce.
La pelle del cuore si fa diafana...
lascio che il bacio sottile del pulviscolo
mi lambisca
come fossi petalo di rosa.
Tutto arriva a me,
mi trapassa, penetra come polvere
su vecchie poltrone.
Sono anch'io polvere,
silenzio che sorride,
luce che dorme...
sono trincea esanime,
sono la mia stessa morte,
la vita che dovrò ancora vivere...
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Commenti (1)
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Citarei Loretta Margherita8 marzo 2012
una poesia che rivela un profondo stato di malessere nell'animo, di solitudine, molto incisiva e penetrante