La superbia del rifiuto, l'umiltà dell'amore

Cosa nasconde
il tuo angelico viso,
cos’è che arma la tua bocca
di mortali fendenti,
che il sangue dalle vene
m’han reciso,
che d’affilate lame
son piu’ taglienti?
Se tu la mia disfatta
hai già deciso,
qui cor ed anima
son presenti.
Se amor e pietà
in te non hanno albergo,
colpisci e strazia
finché l’onor ti sazia.
Al di là del bene e del male,
sopravviverà questo amore
che mai avrai uguale,
che scherno e riso
non basteranno a dileggiare.
Odierò la turpe plebaglia
che il tuo cammino incrocerà
indifferente, com’arida sterpaglia
che, refrattaria, il fuoco
della tua anima spegnerà;
invidierò chi avrà
il tuo sorriso, e la palma
della mano che una lacrima
d’amor raccoglierà
dal tuo bel viso.
©
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