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Sociale 12 marzo 2012 · lettura 1 min · 2182 letture

Il Quadro

EnzoL 618 poesie pubblicate
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in che remoto confine dirottiamo gli intenti? dove, dove sono le illusioni che riportano le certezze d'oggi? se di - certezze - si parla * non c'è sicura faglia, di questo maledetto pianeta che non incontri tra i suoi terremoti motivazioni concatenate quindi... dove sta il mio terremoto? e i miei orizzonti? c'è un sole che si è spento per me? * forse guardo da troppo in basso forse guardo nel quadro sbagliato forse non esiste nemmeno il quadro
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piangiamo o balliamo? grazie Chuck Berry

L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (14)

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Angela Fragiacomo12 marzo 2012

si dice che l'unica certezza sia la morte... ed è pur vero, ma... si vive non per morire, ma per vivere, e a quelle domande senza risposta, possiamo fare il verso, o inventarne altre cui dare un senso tutto nostro... possiamo piangere o ballare... all'occorrenza faccio entrambe le cose, nel dubbio meglio non farsi mancare nulla... singolare la scelta dell'autore, nel sociale, in ogni caso riflessione di grande respiro, apprezzatissima

Annamaria Barone12 marzo 2012

che sia tutta una farsa? un'illusione? le speranze e gli aneliti solo follia di menti che pensano troppo, che credono di agire, ma forse è già tutto deciso? è una spirale, non sai quando ci sei entrato dentro, non sai dov'è l'inizio ed ancor meno quale e quando sarà la fine, solo che un giorno, sarai espulso... forse è questo, o forse un disegno che non sappiamo decifrare, anche se l'autore, nella splendida chiusa insinua il dubbio che nemmeno ci sia quel quadro... ci hanno promesso uva passa, mangiamo noccioli di olive. Piangiamo? Oh, no, siamo qui, in questo mondo assurdo, in una società che ci schiaccia come mosche, se ci acchiappa, ad allora... BALLIAMO!

Andrea D’Alfonso12 marzo 2012

Il Poeta analizza i respiri delle parole, le anse del loro fluire nelle vene nascoste e ingrossate dell'anima e sa percepire quel battito e quell'angolo visuale d'essere che lo tormenta con le paraole e i sapori amari e dolci della vita che si raccolgono come un delta infinito nel letto di un foglio. Tutto può essere cangiante in un solo eterno istante e un quadro d'emozione si va facendo continuamente e incessatemente cambiando la scena sempre aperta all'infinito come in questa opera poetica che respira, pulsa, vibra d'immense corde d'anima di un POETA qual'è REDENT...

carla composto12 marzo 2012

terremoti interiori, ricerca di luce, non vi sono più certezze... belli e sentiti questi versi, sempre intenti e sentiti...

C

si vive male in questo mondo ed ogni giorno sempre peggio, si vive nella insicurezza, complimenti notevole riflessione

Clara Gismondi12 marzo 2012

Mi è piaciuta moltissimmo per stile e contenuto... Poesia che palleggia tra motivazioni esistenziali e quelle dell'umanità intera. tutto ciò che viviamo è forse una sorta di illusione... Ma sappiamo che la vita se si arena ha bisogno di una rotta per riprende motivazione... una direzione che dia il senso... Chissà se un giorno lo troveremo!

Rita Stanzione12 marzo 2012

Quanti quesiti irrisolti! e il turbinio interiore, inevitabilmente ci sconquassa come terre in balia di terremoti... ma movimento è pur sempre vitale! Piaciutissimo escursus sui "mali esistenziali" dell'uomo, in stile al solito originale, stavolta meno graffiante che nelle altre opere, comunque coinvolgente!

P
Paolo Morganti13 marzo 2012

domande poste, a volte non ci sono risposte certe, a volte si crede di aver risolto, a volte si cade nello sconforto perché si gira attorno a quesiti irrisolvibili, ma poi siamo pezzi di vetro, in questo cosmo che frantumati chiedono solo la ricomposizione di un quadro esistenziale.

radicedi6413 marzo 2012

caro Enzo, ad onorar quant'è vero che sei poeta speciale, questi versi di rara profondità fanno forsennatamente piangere e ballare... e pensare. e sentire. e ...vivere...

S
Sadness13 marzo 2012

L’entità misteriosa decide sempre per noi ... il quadro, il nostro quadro, quello creato con la vita, alla fine lo “apprezzano” gli eredi; è grande il concetto espresso in questa bellissima poesia; piaciuta per la forma e l’immagine, grande e strepitosa chiusa.

Fiammetta Campione13 marzo 2012

Potrebbe essere una introspezione "collettiva" questa sequela di domande senza risposta oppure, io dico, "a risposta guidata"... di terremoti è piena la vita, di promesse non mantenute anche. e allora... balliamo sul mondo! Uno stile graditissimo che mi ha coinvolto.

Giacomo Scimonelli13 marzo 2012

forse non esiste nemmeno il quadro... versi finali che lasciano al lettore un interrogativo pesante ...dei pensieri profondi che graffiano il cuore e si incidono nella mente... un'ottima Opera

omissam13 marzo 2012

...affascinato, come sempre... Autore dagli spunti innumerevoli... sempre presente a se stesso ed alle emozioni che suscita, plauso perenne...

Laura Maira18 marzo 2012

Dubbio lacerante, quasi inquietante... e se non esistesse nemmeno il quadro? Se fossi tutta una illusione? Se il mondo stesso lo fosse? Quindi dove sta il dolore, in cosa consiste? Davvero spiazzata di fronte a questi versi, mi inchino all'Autore. Complimenti.