Memorie di un romantico spalatore
Carne morbida ho calpestato per una notte
suonavan le mie scarpe armonia perfetta
al sol schiacciar pellame male odoroso.
Odore setoso di terra spostata
bagnata, umida, bruciata,
lubrificata dal sangue denso
che corpi ammassati perdevano disseppelliti.
Quale malato sogna nel sentir versi putrefatti
vecchio ingordo vedo morto sotto i miei piedi.
Raggiro i non più corpi
con la pala tasto il terreno
ne trovo un punto morbido,
scavatore umano divento
sudore virgineo cala dal mio corpo VIVO.
La fossa non mia da me creata
diventa discarica di germi mai stati utili.
Vi lascio cadere,
parete buste di immondizia,
oh che piacere vedervi sprofondare.
Gusto la scena
il sorriso che accenno
mi trapana di niente
che solo sporcizia eravate
sia da vivi che da morti.
Troppo romantico il mio cieco sguardo
nel serpeggiar vivido con la complice luna.
T'amai di non viltà sotto nuvole storpie
e feconda questa terra illumini ora
mentre mi muovo di istinto.
Sotto la madre terra ho messo via
quel che al mondo non serviva
struggente piacere mi schiaccia,
e tu pallida venduta,
non dir neanche una parola
se di terra i tuoi polmoni
non vorrai riempire.
©
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