Primavera

Lento, per l’aere immoto,
levo il mio canto,
per sferzar del suo impeto
le silenti creature
dal freddo intristite
che piu’ non sperano
che primavera possa tornare.
Aspro e cruento,
nelle lunghe notti gelate,
il grande vento del nord
spezzò i deboli cuori.
Caddero in tanti,
senza casa, senza onori,
vittime dell’inflessibile fato.
Ora è che cessi il furore,
aliti il soffio della vita
a richiamare i fulgidi raggi del sole,
germogli il seme,
apra la sua corolla il fiore,
scintilli l’arnese
del quotidiano operare.
Torna primavera,
è tempo d’amare.
©
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