Letterale
in realtà non sono io che scrivo
è un figurante
un mezzo ghostwriter
fantasma in percentuale preminente
e non è gente, quella che legge
è carne impastata a transitor e gel
"ricordi amore come era e adesso
come non è
la fabbrica di occhi, ci campavamo
io, te, un paese intero"
perché ricordo questo?
adesso che ho memoria a frammenti
come uno schermo rotto
nessuno schermo può mai rompersi
definitivamente
lei era bella proprio così
lei era bella come uno schermo
quante volte uno può citare
la parola schermo
per rendere eterno
un mezzo poema
che non sta scrivendo
pur essendone l'autore?
perché se ora io leggo
ad alta voce questo testo
è un minuto di silenzio
e il deglutire tra una strofa e l'altra
l'unico rumore:
non ho saliva abbastanza
per poterci riprovare
non ho autostima a sufficenza
per tradurre il mio precedente
percepire
in un discorso tollerabile
all'ora incommensurabile
timpano umano
"era la più grande
fabbrica d'orecchi d'Europa
ed ora
chiude
come quella delle bocche
pochi mesi orsono"
"quella dei diti indici invece vive
un momento produttivo
che definirei buono"
"quella dei medii, beh
quella dei medii... beh,
è la politica bellezza"
in quanta ampiezza
verticale
può espandersi ancora
questo scritto banale
senza un che di originale
con un triello di parole in rima finale
letterale
uguale
male
©
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