Trittico De la prigionìa
Antonio Ciavolino
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i - Per l'ennesima volta,
sono imprigionato!
dal fantastico immaginario,
il sogno segreto, la ventura.
i desideri poi, la forma.
Ai ceppi. Nel sangue.
nelle note emerse
dal cuore, come una perla,
con l'anima di guscio
e le chiavi nel respiro:
il custode sorprendente
della veste senza tempo:
il corpo. Unico dire
sensato, vivo nei tendini,
nel sangue, negli occhi e
con un segno nostalgico,
ultimo spirito mio, sono imprigionato.
^^
ii - Sono stato
il prigioniero nero
ai ferri della tua liberta'
e sono
le tue lacrime, i sorrisi.
Tu, tutto guadagni e tutto
fino alle pieghe errate,
gli imbarazzi arrossiti,
spregiudicati o
la disinvolta mancanza
d'intimo. Io
inusitato, insolentito,
irriso e resto
il tuo prigioniero
nero di liberta',
nella virtualita' irrisolta
al cuore
troppo affollato e scuse
se mi verseggio,
è che sorseggio il mio
caffe' pensando a te
e a me tuo prigioniero
vero, e in liberta'. Ah,
la liberta'.
^^
iii - Me ne vado.
evado,
e vado. Svanisco
col lentisco
sulla spiaggia
dall'aroma
che doma.
esondo
dal mio letto,
fondo i miei ceppi.
abbondo
e
getto
alle ortiche
i sogni,
le delusioni
tutte l'altre
allusioni.
le sensazioni
chiare,
le more,
l'amore.
m'eremo
e remo
verso un'isola
che m'isola,
almeno per un po'.
(Fuori dalle prigioni,
con tutte le assonanze,
rime e le ripetizioni.)
^^
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Antonio Ciavolino
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