Gocce

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
Commenti (9)
Uno strappo nell'anima, dove ancora rimbombano vecchi fantasmi, lacerano e riaffiorano graffiante grido di un cuore puro... Splendida
tormentata poesia, si sente la lacerazione dell'animo, penetra nel cuore, complimenti
ci si perde nella solitudine di panchine come giacigli senza dimora, e calore umano, soli si procede in vacui paradisi e in tutte le maniere si cerca di uscire e di restare, lacera la sensazione di strappo tra la vita normale e una vita affidata alla perdizione, con consapevolezza l'autore ci dà un saggio di vita.
drammaticamente amara e vera... versi forti e decisi che contengono profonda amarezza e dolore. bravo!
Un pensiero fisso senza sviluppo alcuno, l’utilizzo di metafore massicce come oscene verità e sinfonie sgretolate trasmettono cupezza, rimorso ma anche delusione e amarezza, una chiusa che tocca ...
Essere sedotti dalla fine, dalla voluttuosa fine che sembra chiamare... sacrificare l'anima, immenso dolore... elemosinare un sorriso... Sono veramente colpita e commossa... Semplicemente un capolavoro, complimenti.
Un grido di dolore, al ricordo della perdita della propria integrità inseguendo briciole di vita, elemosinando un sorriso... struggente, intensa, tormentata, piaciutissima.
persi nella dignità umana... in una realtà drammatica ed angosciosa... bellissime metafore che mettono in risalto questo tema forte... molto apprezzata
la chiusa mi lascia un graffio... quel sacrificio, per la sopravvivenza, che mortifica la dignità d'un essere umano, racchiude tutto il dolore del mondo, tutto il dolore possibile verso sé stessi... una cicatrice visibile ad occhio nudo, nell'espressione di chi ha venduto anche l'anima, non potendo far altro per restare vivo... una tristezza che non poteva trovare versi migliori per esser espressa...






