Numero dispari
Numero dispari,
pentagramma di note stonate
su spartito accartocciato
nella grigia indifferenza.
Ondivago vagante
tra forme senza volti,
tra gli ombrelli aperti
o sull'asfalto e pietre
delle estati cocenti.
Sui miei passi sempre torno,
disperato di speranza,
a scrutare un orizzonte
che sempre s'allontana.
Affamato d'una voce,
annusando quelle orme
dal tempo già lavate.
Ogni anfratto, il più lercio,
è mio rifugio.
Tozzi di pane
alla mercè di un dio,
se c'è.
Di quel dì di festa
ho un ricordo di trambusto
e tanta luce.
Poi lo sportello sbatte
su quel sole s'abbatte,
voi vi allontanate
e io a credere che qui
ritornerete.
E come ogni notte sosto in attesa
e come ogni giorno,
su quest'asfalto grigio
dal puzzo di morte.
Due luci che sbucano
bucano il cuore che subito s'affanna.
Poi nero.
Lungo una striscia
d'indifferenza annerita
giace dalla pietosa notte avvolto
corpo senza voce.
Numero dispari.
D'una colpa reo confesso:
il suo candore immacolato.
Peloso.
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L'autore
stefania giacarelli
Quando ero piccola sognavo di diventare scrittrice, e imitando Jo,una delle "Piccole donne" del romanzo,prendevo due mele e andavo a nascondermi in casa per scrivere...crescendo la vita mi ha portato altrove, ma ho sempre scritto,qualunque cosa, ovunque...su tovagliolini dei bar, sugli scontrini dei negozi...perché qu
Commenti (1)
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Rita Stanzione1 aprile 2012
Come non condividere? a volte i poveri animali domestici sono giocattoli che, dopo l'uso, vengono buttati. Almeno "riciclarli", facendoli adottare...? Apprezzata, sensibile poesia.
