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Introspezione 31 marzo 2012 · lettura 1 min · 2324 letture

Come Cetra Scordata

EnzoL 618 poesie pubblicate
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Cosa resta di quest'alba preziosa ora, che scevro e leggero porgo domande io, al sommo creato. M'innalzo come vuoto a rendere sul nulla, e nulla, corrisponde più a sincera verità, quasi fossero sorde note di plastica su vetri invisibili. Rivesto allora, i timpani d'urti insensibili abbracciando a pieno cieli che mai, saranno così tersi e sereni ed innocente coltivo la convinzione - come sciocca persuasione - che al tutto esista un perché. Domando al vacuo, senza ottenere alcuna armonia, solo una fredda illusione come Cetra scordata, in assai povera sinfonia, simulo spasmi di corde tese, m'agito distinto e distante - oscillando ostinato - in basse levature tonali per ricadere infine affranto e insufficiente in un pazzo, pazzo rifiutare le bellezze del mondo
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L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (13)

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C

il senso del vuoto che si avverte nell'animo e la sofferenza di non gioire più nemmeno di fronte alla bellezza, ottima poesia, scava sempre emozionando nel profondo dell'anima questo eccelso autore

P
Paolo Morganti31 marzo 2012

Introspezione che si addentra nei meandri dell'animo scandaglia e rimesta e trae conclusioni di freddo vuoto di domande inquiete e di non risposte, che di conseguenza lasciano amaro in bocca senza gioia e in ultimo una domanda su tutte perché il non vivere in simbiosi con le bellezze che questo mondo e questa vita ci dona.

Laura Maira31 marzo 2012

Un dolore che si rifiuta di abbandonarsi alla vita, troppo straziato dal vuoto lasciato da domande senza mai risposta... Ombre mai dissolte. Bellissima la metafora della cetra. Introspezione spietata ed emozionante. BELLISSIMA. Complimenti.

B
Barba31 marzo 2012

Profonda introspezione, si lancia in riflessioni che sprigionano, oscure sensazioni. Una malinconia che non lascia ascoltar la bellezza della vita; una poesia che lascia ombre cupe. Sensibile, bella!

S
Sadness1 aprile 2012

Una famosa citazione è quella alla quale ho immediatamente pensato leggendo questa melanconica poesia: "Cosa resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani? Niente, neppure una reminiscenza. Il peggio, una volta sperimentato, si riduce col tempo a un risolino di stupore ... " condivisa fino in fondo, profonda ...

carla composto1 aprile 2012

dolore nel dolore... ricordare... il tempo trascorso a volte soffrendo ... poiché di quella sofferenza non rimane nulla... forte introspezione scavare nell' anima... versi bellissimoi propri di questo autore...

Angela Fragiacomo1 aprile 2012

per naturale tensione, l'essere umano si pone domande destinate a non aver mai risposta, ma non è importante la risposta in sé, quanto il viaggio che si compie alla sua ricerca continua... il viaggio stesso ci eleva verso la conoscenza, non di una sola verità, inconfutabile ed unica, piuttosto verso la nostra verità, il conoscere noi stessi, tutto ciò che possediamo in questa vita, la nostra essenza, la nostra forza, la nostra anima... quella costante sensazione d'insoddisfazione che spesso ci accompagna, è sintono stesso della ricerca, trova pace solo nella consapevolezza, che non è traguardo, ma luce, per un nuovo cammino... profondità estrema, lirica dal fascino arcaico, ammiratissima!

Annamaria Barone1 aprile 2012

la Bellezza, che tutto avvolge e circonda, anche in luoghi e tempi dove tutto sembra orrore, la Bellezza che salva anime inquiete, che porta lenimento al male, che aiuta a sopportare pene, la Bellezza che di sé pervade il Mondo e resti lì. a bocca aperta, a commuoverti occhi e cuore... ma l'autore se ne sente, scevro, distante, solo spettatore, senza riuscirne a vibrare, dolore che non porta salvezza. Ed incantano queste parole di Bellezza, perché in ogni frase, in ogni strofa quello che è emerge è una ricerca di sé ed in sé che non è certo senza fatica, ma quando il vento si placa ciò che resta è questo: Poesia.

Grazia Denaro1 aprile 2012

A volte il senso di vuoto che si recepisce di fronte a qualcosa di bello e di sublime che vediamo o ci accade, ci lascia angosciati notando come non avvertiamo nessuno stimolo di fronte a qualcosa a ciò che dovrebbe farci gioire o per lo meno lasciarci sorpresi piacevolmente. sono le incongruenze della nostra anima che ogni tanto va in involuzione... sono i momenti no della nostra vita. Lirica apprezzata!

Fiammetta Campione1 aprile 2012

"sorde note di plastica su vetri invisibili" in questo verso trovo riassunto il senso della lirica come l'ho colta io, l'incapacità di gioire della bellezza e di sentirsi parte integrante dell'universo, perché scavando e facendosi domande si trova solo vuoto e distanza. Forte, fortissima introspezione

Rita Stanzione1 aprile 2012

Senso di inadeguatezza e di dolore, che impediscono di vedere il bello della vita... splendida, arguta introspezione che lascia il segno, Complimenti all'autore, bella e vibrante poesia.

Patrizia Ensoli1 aprile 2012

Profonda introspezione quel senso di vuoto che attanaglia l'anima privandola spesso di cogliere aspetti piacevoli e piccole felicità l'apatia di un vivere che rende consapevolezza, nel poi molto profonda e condivisa... Ottima

Arcangelo Galante11 aprile 2012

Poesia introspettiva in cui l'autore scava dentro se stesso alla ricerca di risposte alle innumerevoli domande che la vita, con le sue sofferenze, ci pone. Nascono così quelle angosce e persino un senso di impotenza che ci impedisce di gioire di fronte a tutto e a tutti. Molto bella e condivisa.