Il danno
Alessandro Spirito
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Si trascina nel silenzio
un dolore che tracima
che inganna, che divide:
è il danno.
Innalza mura intorno
costruisce barriere
si nutre di difese che urlano
bestemmiano, serpeggiano.
Ha ali di pietra
si nasconde dietro il respiro
di parole che elevano
polvere di pensieri aridi.
Entrando nel suo spazio ti invade
ti inghiotte
in un baratro senza fondo.
Si trascina nel silenzio
un dolore che consuma
erode speranza
e intorno rende tutti nemici
fantasmi:
è il danno.
Diventa limite allontanando possibilità
si crede nel giusto
si fa vittima incompresa
nei giorni vuoti e senza sole
ed un'attenzione sincera
è un ostacolo alle sue certezze
uno spazio invaso
un colore intruso.
Il danno è un orizzonte oscuro
che seppellisce il perdono e la speranza.
Si crogiola in un dolore antico
che come infido vento
alimenta distanze
vuole trrascinarti giù con lui
nel buio abisso
e se gli tendi una mano
sei già dentro un fosso.
Ingoia veleni per sputare fuoco
ed è cieco al proprio limite.
Il danno è un male oscuro
che trama, escogita
si specchia negli occhi degli altri
e sono demoni.
Ha mani grandi per poter ricevere nel dare
e non ha limiti nel prendere
che nasconde un morboso piacere.
Alla prima distanza urla la sua vendetta.
Ci sono uomini che sono come angeli
caduti da un sogno
che volano solo se sono da soli
ma se qualcuno accarezza le loro ali
ti accolgono solo per accecarti.
Si raccontano senza ascoltarti:
sono le vittime inconsapevoli di quel danno
e il loro dolore è l'anima
del loro vuoto interiore.
Come divinità assenti
percorrono sentieri di morte
e non vedono mai
la luce vera del giorno...
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