Quell'uomo mio padre

Quando passo di là
lo vado a trovare
le scale raggiungono il tetto
busso piano
ed aspetto.
Mi apre la porta
un uomo e un sorriso
uno sguardo per dire ci sono
un saluto cordiale
da amico.
Un pensiero
un istante
nella pioggia
che cade
un disagio interiore
che ha scolpito
nel tempo
il suo sguardo
e il suo cuore.
Ora entro
mi siedo
su una sedia
che scricchiola
un pò
ed ascolto
in silenzio
quell'uomo.
Nei suoi occhi
un mistero
trà il sole
e la nebbia
che stà lì senza
farsi scoprire
ben nascosto trà
gesti e parole.
Passa il tempo
ed è ora di andare
scendo adagio
le scale
dal tetto
a un austero
portone
che chiudo con cura
e là fuori
la via
c'è buio
c'è pioggia
e foschia
e la vita che uccide la vita
per un cane che abbaia
alla luna.
Un profondo respiro
una faccia sul vetro
una radio
e il suo suono
e uno sguardo per dire
ci sono.
©
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