L'equilibrista
Nicolina Macari
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Avversa la sorte
ghiotta, avida ed irrequieta
misura la gabbia
a lunghe falcate come avvoltoio
che consuma la preda in ogni sua particella
Chissà
se sa di essere incapace
con la stabilità della mia requie
mentre progetta il danno
può darsi è uno dei suoi tanti limiti
e rimane a contare lividi
Nella sua stanza imperfetta
ho aria nei polmoni per respirare ancora
per certi sorrisi ancora
che variegati scuotono vie senza bruma
e gli allori spettano a me
che sono "equilibrista"
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Commenti (1)
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Donatella Pezzino8 aprile 2012
Fluida e ben scritta questa lirica scorre con grande spontaneità, come il sorriso sereno di chi guarda alla sorte incostante senza paura, pronta ad affrontare ogni suo rovescio. Bellissima.

