1.538 lettori online · 355.616 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Fiabe
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da EnzoL
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Fiabe 9 aprile 2012 · lettura 4 min · 2400 letture

Canti di Anàsteros: Il Tradimento (V Canto)

EnzoL 618 poesie pubblicate
+ Segui
Passaron gli anni e d'Aglenos il cieco non si seppe più nulla, il vecchio saggio abbandonò Candur per morir sereno nelle valli dell'oblio dopo la venuta d'Anàsteros e della sua scienza ch'effimera l'anima bruciava rimase or cenere e vento ché immobili, seppur in movimento - di parole mortali - ahimé, restavan al cospetto Anàsteros amareggiato, emancipò la sua figura traslucida abbandonando le umane spoglie d'Aglonos e nel librar del volo corruppe i cieli rasentando degli spazi le follie si rallegrava ora, del sol che bruciava, della morbida biancura avvolta tra le nubi e in quegl'attimi beatificanti, seppur sereni, nel cuor sempre più opaco fece presa la pietà provata, al ricordo del vecchio Magio. Che con triste fardello, vetusto, solitudine vivea cercando la scintilla nel suo petto - stilla - generatrice d'universi ed arcano prepuzio dei tempi ed il suo urlo di pietà celeste colmo irruppe come monito sulle terre spergiure ''Povero Aglenos quale sciocca illusione, quale caparbia e genuina bontà, che in animo tuo cercavi speranza per l'umana ascesa, e dai mondi hai preso congedo con cuore infranto pazzo e solo, - solo muore ora Aglenos il cieco - poiché di verità cercando spiri, e nell'ascoltar cotanta luce bruci i tuoi sospiri'' * Si placò la sua rabbia e tanto fu dal sovrappensiero colto che superò, nel suo volo incelestito, i limiti terreni e scese, poggiando le bianche caviglie sulle lagune dei tempi luogo arcano, dove tempo, terra e spazio mescolati risuonavano. Non vi era senso alcuno - dei colori e dei suoi cicli - e tanti erano i volti che passavan veloci, attraverso gl'occhi del divo, defunti, nascenti e voci non ancora esistenti che presto, colpì la sua attenzione un volto e una voce fra tutte, suadente ed elevata soprassedeva come su un trono il suo vibrar distinto che d'amore turchese risuonava in ogni dove, di pietà infinita avvolgeva e le misere vibrazioni sosteneva * S'avvicinò Anàsteros, accordando le sue bianche auree vibrate ed udì dunque la voce, che d'umana carne si tingeva, seppur distinta e divina Anàsteros sorprendeva e gli rivolse le braccia delle sue ali ora prive; lo accolse, come un padre con il figlio e disse: '' chi sei tu? Soave voce senza tempo che di candore sei pregna che di amore sostieni le colonne carnali senza odio, né invidia, né collera sono i tuoi canti. chi sei? che ami senza veli senza pretese alcuna e come figli abbracci le umane sventure '' la voce, senz'incertezza alcuna si sollevò dalle acque della laguna e parlò: '' son colei che vai cercando dal tempo dei tuoi natali di pietà son forgiata e son voce veritiera sono spada dei profeti ed umana condottiera cerco e dono, ma non brandisco né di sangue mi scalfisco son l'umano amore inappetente nutro il sincero e dell'onesto faccio eroe'' Ribollì il sangue d'Anàsteros alle parole tanto aspettate, forse giunto era il momento non più sogno o triste lamento ''Oh, accendi nel petto mio luce, di speranze, seppur fievoli, con le tue parole. Che non sia vana la fiducia mia! Or dimmi, ti prego, illuminata vibrazione, qual è dunque la tua ragione?'' e d'incanti si trasformò la laguna che d'oro e di latte fresco eran i ruscelli e le genti, felici d'immenso rifulgevano in questa splendida visione si rialzò velata di seta ancor la voce splendente '' Questo è il dono ch'io porto, d'immemore ciclica prova ogni anima desto, ma l'umano male reitera il suo da fare e come sordi i poveri cuori sepolti restan negli squallori. Più volte, osservato ho di alcuni l'ardimento ma ahimé, delle moltitudini infine ho tastato solo tradimento e di lacrime e sangue perisco in ogni stagione senza profitto rimane povera, ogni mia azione'' fu così che s'eclissò nel suo etereo splendore, con l'ultima parola che d'eco sofferta travolse ed uccise l'amore. Si rimise in volo Anàsteros, nel suo viaggio senza fine, ed ormai certo d'esser solo fece scivolare una stilla dai suoi occhi millenari e fu la quinta lacrima di Anàsteros
♥ 0 💬 11
🌐 Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.

Quinta fiaba Anàsteros: dal Greco classico 'privo di stelle' Agonos: dal Greco classico 'non nato' Aglenos: dal Greco classico 'privo di pupilla' Disincanto trattato: il tradimento, la persecuzione ai portatori di verità

L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

Tutte le opere →

Commenti (11)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Elena Poldan9 aprile 2012

Proprio pochi gg addietro mi chiedevo che fine avesse fatto Anàsteros... continua questo filone senza tradire lo stile e l'atmosfera d'eterno sapientemente creata dall'Autore... attraverso passaggi suggestivi s'inoltra tra gli scogli meschini che caratterizzano l'umanità...

C

un meraviglioso poemetto, che continua il ciclo, notevole, incantata sono rimasta

Fiammetta Campione9 aprile 2012

Atmosfera suggestiva in queste parole, mi capita di caderci dentro e immergermi nella lettura con vivo interesse. Colpita dalla grande fantasia dell'Autore e dalla bravura nel trasmettere il messaggio

S
Sadness9 aprile 2012

ammiro estasiata la cura e la fluidità che l’autore impiega nella stesura di questi lunghi testi, a mio avviso non di facile progetto ed esposizione; coinvolgente e affascinante il tema espresso, antico ma sempre e molto in “voga” ... è una lirica come ... una striscia di lucine LED, se le tagli illuminano comunque

P
Paolo Morganti9 aprile 2012

poeta dalle grandi capacità espressive metti in scena una scenografia degna delle migliori fiabe, corredata da richiami di natura e di sentimenti umani la poesia trasmette al lettore la grande poetica e la multicolore fantasie dell'autore che ci dona un grande poema che fa seguito alle precedenti poesie dello stesso genere. L'uomo è sempre al centro con i suoi difetti e i suoi regi e l'universo che sta intorno è interpretato come amico e come entità da difendere e curare tutto si svolge nella pacatezza dello stile dell'autore. big poetry f+ s

Rita Stanzione9 aprile 2012

La splendida visione incontrata da Anàsteros mi ha trasportata nella sua "illuminata vibrazione"...peccato che eclissandosi "travolse e uccise l'amore"... che dire? grande la capacità mostrata dall'autore nel narrare in versi

Laura Maira10 aprile 2012

Una saga fantasy che lascia senza fiato, atmosfera suggestiva, bellissimo, complimenti.

Patrizia Ensoli10 aprile 2012

Il viaggio attraverso l'uomo continua una fiaba fantastica che, affascina e terrorizza arriverà Anàsteros a condurci nella salvezza dell'umanità?? Capacita espressiva e carismatica dell'autore Ottima e apprezzata

Annamaria Barone12 aprile 2012

questo quinto canto, letto e quasi vissuto dopo una lunga attesa, e l'autore ha trasportato il lettore nella Terra dell'Altrove, il Luogo dove l'immensa saggezza di di Aglenos si disperde e lui lascia le sue spoglie mortali e ritorna dio. E' tempo di continuare il viaggio, quel viaggio che porterà certamente ad una disillusione, ma non prima di bearsi della Bellezza dell'amore, quello che trasforma l'acqua in latte e la neve i manna, che trascolora e pervade ogni cosa e colei che ne è sarcedotessa... cosa manca se c'è l'amore, cosa può far piangere ancora Anasteros? Nulla che d'amore tutto è colmo... ma a quella fonte nessuno si disseta. Potente, epica, avvince per la Storia ed il dispiegarsi del racconto. Sublime

Giacomo Scimonelli13 aprile 2012

un poemetto che coinvolge ed affascina... un susseguirsi di avvenimenti che incanta per stile e forma... complimenti all'Autore

Rossi Alessio22 maggio 2012

Lette tutte e cinque le parti. Una fiaba dalle atmosfere passate, mitologiche, dei tempi più antichi, ancestrali... Non la definirei però una fiaba nel senso stretto del termine, dal momento che non credo che un bambino possa appieno coglierne le sfumature e la profondità,nonché per gli argomenti e le immagini che trasmette, forse poco adatti ad un bimbo che potrebbe rimanerne impressionato. Ne sono rimasto affascinato, trascinato pagina dopo pagina... si riesce ad immedesimarsi nell'ambientazione e nella storia, quasi come se il lettore fosse catapultato in quel mondo assistendo a tutto ciò che avviene. Spero vivamente che continui. Nel frattempo mi rileggerò queste. I miei complimenti