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Amore 13 aprile 2012 · lettura 1 min · 3553 letture

Fughe

EnzoL 618 poesie pubblicate
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Chiedere perdono, chiedere scusa, non mi si confà. Poiché per me ormai, non c'è nulla di peggio, che scodinzolare pentito difronte ai tuoi occhi di pane. Infine, era quel che volevo, dirtelo; sopra i piatti e sul lavello inseguendo le briciole sul pavimento, per poi arrotolarmi sulle tue caviglie d'aurora risalendo la china della tua superna vagina, - come l'incubo peggiore - mescolato allucinato, solstizio del tuo terrore. Annichilendo il frigo pieno, mastichi il mio feroce nitrito, plachi la tua fame - con occhi lapidari - che rincorrono ormai i silenzi di queste finestre chiuse cieche talpe senz'ossigeno spirati demoni su camini spenti, parole sotterate in lampadine fulminate. Adesso, singhiozza i tuoi singhiozzi, fuggi lungo le fughe di mattonele spaiate - disadorne maioliche desertiche - del nostro sentimento estuari incomprensibili di ciò che fu unito Perché ora, - ora più che mai - non hanno senso alcuno, tu... non hai senso alcuno
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L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (15)

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Patrizia Ensoli13 aprile 2012

Amara visione di un rapporto giunto al termine quello che mi arriva è lo spengersi lento tra le pareti di quella che fu " Casa " adesso prigione Incomprensioni e bocconi ingoiati vuoi per timore o per salvare le apparenze ma urla dentro questa lirica ... Bella la metafora dell'estuario Apprezzata

alessandro mazzeo13 aprile 2012

Una poesia dura, dolente che si crogiola verso dopo verso fino alla finale amara consapevolezza. Uno stile elegante e una rara capacità di creare immagini forti ed emblematiche

C

un rapporto che finisce lascia tanta amarezza, forse è quando non si perdona o non si vuol essere perdonati che l'amore scrive la parola fine, belle le metafore usate, notevole poesia

Giuseppe Boccanfuso13 aprile 2012

E nel ricordo del mio amore troverai l'odio ad aspettarti... Dura e stupendamente bella, versi che sanno "far male" a chi ne ha ispirato il finale tragico... letta e riletta con immenso piacere.

Elena Poldan13 aprile 2012

La chiusa è raggelante!... una capacità d'introdurre dentro i tuoi deliri che porta la firma d'Autore... lirica che capovolge nel funesto sbraitare di sentimenti distorti da rabbia, orgogli, disillusioni... Una stesura che prende, coinvolge e trascina dentro il tuo "sentire"... che capita anche a me di "sentire"... Chapeau!!!

Eirene13 aprile 2012

grande forza espressiva in questa lirica che coinvolge completamente il lettore e lo avvolge in una discesa lenta verso la fine inevitabile di un amore in cui tutto è stato detto e fatto... la chiusa è perfetta quasi a volersi convincere che l'amato non esista più...

Grazia Denaro13 aprile 2012

Un rapporto che finisce lascia tanta amarezza, rabbia e dolore specie quando si è capito che si è arrivati ad un binario morto e quindi non dà nessuna prospettiva che scendere ed avviarsi verso la vita, quella vera. Lirica magistralmente scritta, pregna di metafore che nella chiausa dà la consapevolezza che non ci sarà altra via che il non ritorno. Opera apprezzata!

Stefano Drakul Canepa13 aprile 2012

una poesia d'amore e di non amore, un viaggio alla fine di un rapporto che ha dato tutto e ha lasciato molto. ma una cosa mi colpisce molto: non c'è niente di già letto e sentito... la lirica, lo stile sono personali, netti, riconoscibili ma mai prevedibili. Plauso

Angela Fragiacomo13 aprile 2012

C'è ferocia in questi versi, triste epilogo d'amore, talvolta si giunge al termine avvolti da silenzi accusatori e ritorti. Dinamiche di coppia, in cui è venuta meno una reale comunicazione e con essa il rispetto la stima, difficile recuperare, difficile persino chiedere scusa e riconoscere i propri torti che pur sempre ci sono. Viene fuori un quadro suggestivo, carico di immagini rosse e nere, ottimamente raffigurate! Inchino!

P
Paolo Morganti14 aprile 2012

non resta che una triste fuga intesa come distacco e mai scelta di vigliaccheria, ma quando l'aria è irrespirabile quando attorno le pareti si stringono a soffocare e quando gli sguardi sono gettati nel vuoto o sul pavimento senza più un contenuto vivido meglio sparire per non soffrire o far soffrire.

Giacomo Scimonelli14 aprile 2012

quando un rapporto è giunto al capolinea meglio staccare la spina se è impossibile ritrovarsi... l'Autore esprime egregiamente in ottime metafore delle sensazioni e stati d'animo che rapiscono l'attenzione del lettore... molto bella ed intensa...

S
Sadness14 aprile 2012

Testo che graffia riportandomi alla mente storie destinate a non continuare; metafore amare dove rivivono urla, pianti e dolori, è una chiusa molto chiara a concludere alla grande questa intensa lirica, piaciuta tanto.

carla composto14 aprile 2012

particolari metafore... per descrivere la fine di un amore... versi molto forti, ma scritti con maestria da questo autore... che ci regala sempre liriche piene di sentimenti, stati d'animo... molto apprezzatra

Rita Stanzione14 aprile 2012

Versi che colpiscono... un amore andato per "estuari incomprensibili", sfociato in un mare inafferrabile, come mai avremmo voluto. Intensità e stile, toccante poesia.

Fiammetta Campione14 aprile 2012

Caspiterina, non vorrei essere nei panni di colei... senza peli sulla lingua, senza rimorso, senza alcuna remora, parole dirette, forti, infuocate direi... Splendore in versi!