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Riflessioni 14 aprile 2012 · lettura 3 min · 1318 letture

Scrivo per me solo

Alessandro Spirito 94 poesie pubblicate
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Al limitare del giorno io scrivo quando la notte è satura dei pensieri gonfi e ripetuti dall'inebriante assenza del silenzio. Scrivo senza dare un nome alle parole senza un destinatario a cui rivolgere l'intima essenza del mio pensiero cosciente. Non ascoltarmi stanotte resti nel silenzio ciò che ho da dirti. Sta nel mio cuore ciò in cui io credo ed è la chiave di ciò che farò del mio tempo. Non voglio ascoltare falsi argomenti! I momenti migliori della mia vita si legano ad un dare senza pretese. Vivo la mia vita come un grido sommesso che solo io so ascoltare e mi rinnova quest'esser solo mi libera. Scrivo per dimenticare senza attese scrivo per me che sono pubblico e spettatore. Scrivo per dare un senso a parole senza senso. Arcani soliloqui generati dall'indivisibile valore di un numero primo che appare diverso altrove se si debba dare o ricevere. E sento il sole prima dell'alba occupare più spazio dentro me che nel cielo che tra un po traboccherà della sua luce. Scrivo per me solo e per nessun altro l'ho capito leggendo in altre anime che si mostrano per apparire pur non avendo niente da dire. Quanto ho viaggiato per capire di esser solo quanto ho dato e solo quello mi rimane. Improvvisamente ho capito e per sempre da allora scrivo il mio nome sulle mie labbra per non dimenticarne il sapore. Ho stretto i polsi sfiorandone la vita ed oggi lo sguardo è sereno sopra il falso lutto della solitudine dentro che sento oggi come un bene e fonte di cui dissetarsi. Scrivo per me senza un plauso scrivo per amore d'amore scrivo di dolore e di vita perché la vita è questa: offrire diamanti per raccogliere pietre. Mia madre dorme a un passo dal mio cuore, pur lontana persa in un abisso: di lei mi racconto e del padre mio che m'amò tanto e non lo vidi amarmi mai... E come un brivido percorre la mia morente notte che perché è sola ed è solo mia è più dolce, più bella. Scrivo per me ed è un banale caso che qualcuno mi ascolti. Ho smesso di comprendere per non esser falsamente compreso. Volo alto e libero e scrivo scrivo di me senza pensare al limitar del giorno: su una sedia accanto a me una maglia, un paio di scarpe, tre libri, un bicchier d'acqua eppure la mia stanza mi parla della voce silenziosa dei secoli dell'infinito e immutabile percorso delle indolenti cose mai nate intorno a noi e che pure vivificano la vanità d'ogni cosa. E tu che sei arrivato fin quì arrenditi alle mie parole non hanno un pubblico perché non hanno un nome. Sono un fiume in piena fluisco senza aspettare verso il mare: lo attraverserò in un momento qualunque sotto un cielo qualunque di nuvole spumose di pioggia. Nessuno mi cercherà porterò tutte le mie parole con me mie uniche figlie mio unico conforto.
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Poesia ispirata ad un pensiero di Paul Valery che condivido. "Scrivo per me solo, a me solo, in me stesso". Le parole servono a noi stessi per liberarci, sono terapeutiche. Rileggersi è guardare il dolore a distanza. Molti scrivono per mettersi in mostra, pensano a questa o quella frase per poter essere compiaciuti nell'autocompiacersi... io leggo, leggo molto. E questo mi basta per capire e discernere. In portfolio? Meglio per pochi.

L'autore
Alessandro Spirito
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