Scrivo per me solo
Alessandro Spirito
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Al limitare del giorno io scrivo
quando la notte è satura
dei pensieri gonfi e ripetuti
dall'inebriante assenza del silenzio.
Scrivo senza dare un nome alle parole
senza un destinatario
a cui rivolgere l'intima essenza
del mio pensiero cosciente.
Non ascoltarmi stanotte
resti nel silenzio ciò che ho da dirti.
Sta nel mio cuore ciò in cui io credo
ed è la chiave di ciò
che farò del mio tempo.
Non voglio ascoltare falsi argomenti!
I momenti migliori della mia vita
si legano ad un dare senza pretese.
Vivo la mia vita come un grido sommesso
che solo io so ascoltare
e mi rinnova quest'esser solo
mi libera.
Scrivo per dimenticare
senza attese
scrivo per me che sono
pubblico e spettatore.
Scrivo per dare un senso
a parole senza senso.
Arcani soliloqui generati
dall'indivisibile valore
di un numero primo
che appare diverso altrove
se si debba dare o ricevere.
E sento il sole prima dell'alba
occupare più spazio dentro me
che nel cielo che tra un po
traboccherà della sua luce.
Scrivo per me solo e per nessun altro
l'ho capito leggendo in altre anime
che si mostrano per apparire
pur non avendo niente da dire.
Quanto ho viaggiato
per capire di esser solo
quanto ho dato
e solo quello mi rimane.
Improvvisamente ho capito
e per sempre da allora
scrivo il mio nome
sulle mie labbra
per non dimenticarne il sapore.
Ho stretto i polsi
sfiorandone la vita
ed oggi lo sguardo è sereno
sopra il falso lutto
della solitudine dentro
che sento oggi come un bene
e fonte di cui dissetarsi.
Scrivo per me senza un plauso
scrivo per amore d'amore
scrivo di dolore e di vita
perché la vita è questa:
offrire diamanti
per raccogliere pietre.
Mia madre dorme a un passo
dal mio cuore, pur lontana
persa in un abisso:
di lei mi racconto
e del padre mio che m'amò tanto
e non lo vidi amarmi mai...
E come un brivido percorre
la mia morente notte
che perché è sola
ed è solo mia
è più dolce, più bella.
Scrivo per me
ed è un banale caso
che qualcuno mi ascolti.
Ho smesso di comprendere
per non esser falsamente compreso.
Volo alto e libero e scrivo
scrivo di me senza pensare
al limitar del giorno:
su una sedia accanto a me
una maglia, un paio di scarpe,
tre libri, un bicchier d'acqua
eppure la mia stanza mi parla
della voce silenziosa dei secoli
dell'infinito e immutabile
percorso delle indolenti cose
mai nate intorno a noi
e che pure vivificano
la vanità d'ogni cosa.
E tu che sei arrivato fin quì
arrenditi alle mie parole
non hanno un pubblico
perché non hanno un nome.
Sono un fiume in piena
fluisco senza aspettare
verso il mare:
lo attraverserò
in un momento qualunque
sotto un cielo qualunque
di nuvole spumose di pioggia.
Nessuno mi cercherà
porterò tutte le mie parole con me
mie uniche figlie
mio unico conforto.
©
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Alessandro Spirito
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