Il Coglione Pentito
Se mi avessero accennato
per chi avrei speso il mio passato,
avrei fermato certamente
l'orologio della mia stanza
e non avrei mai tolto il poster
di Bob Marley col cannone
e i guadagni senza sforzo
non li avrei buttati al cesso.
Così adesso penso al "Diablo",
a quando mi si è presentato,
e a me, che non ho accettato
il suo dannato compromesso:
qualche mese di prigione
contro un futuro da coglione;
ma quel giorno ero convinto
che avrei potuto cambiare il mondo.
Ed invece non ho tempo;
torno tardi e mi alzo presto,
non incontro più un amico
se non sul cazzo di "Feisbùk",
dove non ti puoi abbracciare,
bere birra o strattonare;
parli solo del più e del meno,
ma più del meno che del più.
Se mi avessero avvertito
che c' era merda in ogni voto,
Stato, io ti avrei fottuto
e invece son fottuto io:
perché mi scanno per un parcheggio,
perché bestemmio per la fretta,
perché giudico chi è "peggio"
per sentirmi meglio io.
Perché dò tutto a dei figli
che poi mi diranno addio
o magari mi daranno
in gestione a "Villa Augusta";
perché scavo la mia fossa
con le unghie divorate
dalla rabbia, dall'angoscia
e dal terrore per la posta.
Perché vivo in una casa
che sarà mia quando morrò;
perché morrò di qualche male
che mangia il fegato od il cuore.
Ma se mi avessero avvisato,
lo stesso, non ci avrei creduto,
perché coglione "io lo nacqui"...
non lo son certo divenuto.
©
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