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Riflessioni 14 aprile 2012 · lettura 2 min · 1618 letture

Il Coglione Pentito

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Daniele Piredda 240 poesie pubblicate
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Se mi avessero accennato per chi avrei speso il mio passato, avrei fermato certamente l'orologio della mia stanza e non avrei mai tolto il poster di Bob Marley col cannone e i guadagni senza sforzo non li avrei buttati al cesso. Così adesso penso al "Diablo", a quando mi si è presentato, e a me, che non ho accettato il suo dannato compromesso: qualche mese di prigione contro un futuro da coglione; ma quel giorno ero convinto che avrei potuto cambiare il mondo. Ed invece non ho tempo; torno tardi e mi alzo presto, non incontro più un amico se non sul cazzo di "Feisbùk", dove non ti puoi abbracciare, bere birra o strattonare; parli solo del più e del meno, ma più del meno che del più. Se mi avessero avvertito che c' era merda in ogni voto, Stato, io ti avrei fottuto e invece son fottuto io: perché mi scanno per un parcheggio, perché bestemmio per la fretta, perché giudico chi è "peggio" per sentirmi meglio io. Perché dò tutto a dei figli che poi mi diranno addio o magari mi daranno in gestione a "Villa Augusta"; perché scavo la mia fossa con le unghie divorate dalla rabbia, dall'angoscia e dal terrore per la posta. Perché vivo in una casa che sarà mia quando morrò; perché morrò di qualche male che mangia il fegato od il cuore. Ma se mi avessero avvisato, lo stesso, non ci avrei creduto, perché coglione "io lo nacqui"... non lo son certo divenuto.
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Daniele Piredda
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