L'abbandono

Qual vita scansar può
i neri giorni dell’abbandono,
col sonno ch’arriva tardo
a lenire le fitte
del cuore e dell’anima,
nell’opprimente rimorso
in cerca di chissà quali colpe?!
E’ dell’amore e della natura
di tutte le cose d’esser miele o fiele,
perché tutto scompare e riappare
come il passar delle stagioni,
come il durar delle note
di tempo e controtempo.
Ma se pur il tempo ti strazia,
nell’invisibilità del controtempo,
qualcuno ha colto già
la tua immagine di luce,
e dipana, paziente, un nastro rosa
sull’eco dei tuoi passi timorosi,
delle tue lacrime amare e calde,
e ti sussurra, delicato,
d’averti da sempre aspettato.
©
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