Lo scotto
Inglobati in attimi difficili
sguazzano come mosche nel letame
attira il puzzo del denaro facile
chi vive di deserti di anime
Chi ad ogni cosa
mette avanti i soldi
non ha spavento di rubare
tutto può fare,
pur di accumulare
Passa sopra alla vita della gente
affonda dita sanguinanti in carne fresca
accentua il proprio essere selvaggio
con stupidi momenti di demenza.
Tra le transenne ancora sanguinanti
si aggirano furtivi esseri ignobili
a caccia dei denari e degli averi
lasciati dai fuggiaschi il sei aprile
Per le vie di una città ferita
uomini colti potenti e predatori
affollano le scene di un infranto
ma con il cuore certo restan fuori
Seduti nelle macchine osservano
le case rotte della città mia
spalancano gli occhi ed intristiscono
fino a che sono di scena nei tg
Quando si spegne poi il riflettore
di corsa via continuano a fuggire
lasciando gente inerme a tribolare
senza più una casa ne una vita da lottare
Sorrisi spenti in volti di ghiaccio
ritornano a combattere per le strade
a difender le vie della città
da chi avrebbe dovuto ricostruirla
A costi alti l’amore qui si paga
i cittadini della città che più non c’è
raggiunti dagli avvisi di garanzia
per quell’amore che per l’Aquila sopravvive
adesso pagheranno in tribunale
lo scotto per aver voluto amare.
Mi chiedo io,
giustizia dov’è?
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Commenti (1)
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T
Thomas Rivolta16 aprile 2012
Me lo domando spesso anch'io... giustizia dov'è? Non c'è...Bella la Tua poesia che fa riflettere e che condivido in pieno poetessa!