Lo chiamarono Gesù
Paolo Franzini
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O cantor di sacre vestigia
morto in croce tu resuscitasti
dalla profondità suprema
senza mai far rumore.
Come Leopardi completasti
l'infinito, un mistero ti avvolge,
alcuni ti dissero Santo,
taluni ti dissero diavolo.
Tu sei il primo che sei salito,
...com'è stato? Il panico ti
accolse e per un attimo hai
temuto d'aver sbagliato.
Taciturno, predicasti l'amore
ma non quello profano ma quello
sacro che non si nota.
Non invocasti la fede manco
la guerra nel proprio paese.
Non intendevi cantare gloria,
nè invocasti la grazia. Salisti
al Sole, senza rancore, con
un'orrenda visione. Come tutti
sei morto cambiando colore.
Ti scrivo uomo per ricordarti
che molti di noi sono stati Appesi
in croce, in povertà, assetati ed
affamati con lunga e folta barba
che copriva i loro occhi sanguinanti.
Non cercasti come Dorian Gray
la vita perfetta, la insegnasti a coloro
che la credevano perfetta. Cavalcasti
come Basho l'enorme Montagna,
soleggiata al di là della Luna e poi
come i fiori di Loto tu, sparisti nel nulla.
©
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L'autore
Paolo Franzini
Salve a tutti, cari Lettori. Mi chiamo Paolo, abito a Brescia e ho vent'anni. Sono un tipo tranquillo, solitario, amante del vero amore, della musica, del cinema, dei fumetti ( in particolare quelli giapponesi). Il mio stile nella scrittura e nella poesia è originale, nuovo, sperimentale. Non voglio avere problemi c
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