La mia cara, sorda ed ingenua cara, amica Libertà
Paolo Franzini
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Che silenzio,
intorno a me, quanto buio
negli occhi miei. Così mi sento,
pensando a te, cara amica mia.
Un sordo indefinito allungatosi
nel tempo.
Soffrivi,
leggera in un campo di grano,
volavi in un frammento solitario.
Ti accostavi in lontananza in
una notte di luna piena. Tra
fronde, voci, suoni, maledizioni
e lamentele del 25 di Aprile.
Sei sempre stata una sciocca
ed una ingenua pensatrice,
sei una ladra d'amore per la tua
bramosia, per la tua gente, morta
con ironia. Cara amica mia,
io sono come te, sono un ragazzo
che non possiede né destino,
né amore, né fantasia.
Il tuo amore risale dal nulla
sul volto del tricolore della nostra
Signora, che tremava in controluce,
implorava di staccarsi, di riavere
il suo cuore, chiedeva a gran voce
il tuo nome mia cara, sorda ed
ingenua invocatrice.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Paolo Franzini
Salve a tutti, cari Lettori. Mi chiamo Paolo, abito a Brescia e ho vent'anni. Sono un tipo tranquillo, solitario, amante del vero amore, della musica, del cinema, dei fumetti ( in particolare quelli giapponesi). Il mio stile nella scrittura e nella poesia è originale, nuovo, sperimentale. Non voglio avere problemi c
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