Bambagia

Sei come un’onda
che accarezza la zattera
e filtra nell’intimo
che la corda ha annodato,
usi dita di spuma
che espandendosi sfrigola
emanando un profumo
tra il dolce e il salato.
Galleggiando mi cullo
sul tuo caldo respiro
che in sussurro proibito
striscia dentro la mente,
poi in alto mi fiondo
annullando ogni freno
e mi porta il sussulto
a sfiorar l’orizzonte.
Tra le avverse correnti
il pensiero s’infrange
e a cascata rovina
scavalcando i rilievi,
sopra scogli taglienti
frantumandosi piange
ed in brina ripiove
sopra i sensi suoi schiavi.
Come il mare che si calma
infine il corpo s’adagia
esalando in singhiozzo
i suoi ultimi gemiti,
poi sprofonda in batuffoli
di calda bambagia
ricoperto di raso
dagli orli ancor umidi.
©
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