Traditore

Ho trascorso tempo e cuore,
e volteggian le parole,
io son lì ad ascoltare,
con tenacia e con amore.
E sospendono le ore,
caldo e freddo in un tremore,
v'è un principio, v'è un albore,
nasce un flebile lucore.
Ed è sempre più interiore,
è accecante, è fulgore,
nuova gemma vecchio fiore,
ma non sono un traditore.
Un rispetto che fa onore,
riconosci il mio pudore,
lo comprendo quel dolore,
ma non sono un traditore.
Puoi chiamarmi distruttore,
servo e non imperatore,
dello strazio il connettore,
ma non sono un traditore.
Ma non sono un traditore.
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Commenti (2)
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Anna6217 aprile 2012
Certo non sempre un'amicizia finisce per un tradimento; molto spesso non si è capaci di ascoltare le ragioni dell'altro... Versi che rispettano metrica e rima ed anche se io prediligo il verso libero, devo dire non le toglie spontaneità, anzi è un incalzare di pensieri, sentimenti ed emozioni
A
Antonio Terracciano17 aprile 2012
"Ottonari con vigore! ", mi verrebbe da commentare sinteticamente, tanto per rimanere in rima. E, a completamento della considerazione di chi mi ha preceduto, direi che l'argomento trattato (l'ostinata difesa della propria innocenza, il ripetuto invito all'amico a non considerarlo un traditore) ben si presta, o addirittura esige, una rima martellante, come quella (quasi sempre) in "ore" usata dal valido ed efficace poeta.
