Tentativo

L'appassire si fa largo,
è vorace, è intestino,
deprimenza dall'interno,
dalla sera sino al mattino.
Un indomito stallone
che galoppa e non si stanca,
ombra eterna dell'inconscio,
fino a morte lui non manca.
Niente aurora, sol crepuscoli,
non lo accetto, non patteggio,
e lui corre e si scatena,
non sta più nel suo maneggio.
Sue scalciate, suoi nitriti,
fanno eco del mio male,
e ogni giorno c'è maltempo,
ogni notte un temporale.
Ma tu sai d'essere cura,
se capisci ciò che sento,
fa quel gesto, fa l'azione,
che in comune abbiam l'intento.
Sol provare a noi ci resta,
per capire chi ha ragione,
e d'un tratto, in un baleno,
dirò addio a quello stallone.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!