Reo confesso

Guardami
sotto il peso dei miei giorni
ipnotizzo
sogni infranti
macerie otturano i pensieri
rantolo senno
d'indecifrabili silenzi,
la sola voce che mi giunge è il vento
e non ti sento
urlo di vita che mi graffi
parlami
dal suolo che calpesto
dall'orme acri
sporche di candidi peccati
scuotimi
dal basso del mio ego
cui m'elevo,
sordo
prono al peso dei miei sbagli
annego
nel pane quotidiano di superbia cui mi sfamo
nel mondo solitario che mi resta
mi flagello
reo confesso
aguzzino degno di me stesso.
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
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